sabato 22 agosto 2009

MELE & VELENI


Non vogliamo certo passare per cittadini che si dilettano a lanciare allarmi e paventare sciagure.. anzi.. Sta di fatto che in questo caldo agosto ci stiamo trovando di fronte a dei dati, a ricerche, analisi e repor che non possono lasciare indifferenti.
Dopo la pesante e circostanziata lettera della nota oncologa dott. Gentilizi che denuncia un aumento non sono dei tumori infantili, ma anche di una consistente serie di altre patologie (diabete, disturbo neoropsichici, intellettivi, comportamentali ecc..) ecco giungere, proprio in questi giorni l’esito delle analisi svolte dal “Comitato per il diritto alla salute della Val di Non”

I pesticidi contaminano orti e casa”, ma anche: “Si dorme nei pesticidi” Questo è quanto sentenziato dai cittadini nonesi alla luce del secondo gruppo di analisi auto finanziate per far luce sulla reale situazioni di quella valle votata ai meleti intensivi
Sono stati rilevati 13 campioni in vari punti della valle. In 8 diversi comuni dell’area dove viene praticata la frutticoltura intensiva. In 12 campioni sono stati rinvenuti residui di principi attivi, ed ogni singolo campione conteneva da 2 a 6 principi attivi diversi, in buona parte nocivi, qualcuno addirittura tossico». Le precedenti analisi, fatte in 10 punti della valle riscontravano che in 8 vierano state rilevate presenza di residui. Oggi si è a 12 su 13. «Quindi la situazione è peggiorata!!
I campioni sono stati ovviamente rilevati da un tecnico abilitato ed esperto, ed analizzati in un laboratorio fuori regione: un monitoraggio su aree private e pubbliche per verificare la possibile presenza di residui fitosanitari. Analisi che, va precisato, sono state sostenute dal comitato: costate 2.880 euro (spesa sostenuta in parte da Cassa rurale Alta Val di Sole e Peio, Volksbank di Cles e C.sociale Bruno), sui campioni prelevati il 29 maggio scorso.
Molto preoccupante il fatto che mentre un anno fa nei campioni rilevati c’erano in media 2 residui di principi attivi, quest’anno la media sale a 3,7. Ed è curioso osservare che numerosi pesticidi (cyprodinil, etofenprox, pirimicarb...) siano stati trovati sull’erba, nel giardino di casa. Sul balcone di un’abitazione, a 47 metri dal confine della proprietà, sono state prelevate delle polveri. A 51 metri dal confine, e si trovano residui di tetraconazole (tossico per il fegato). Prelievi compiuti a settembre rilevano che residui sono rintracciati anche in un orto posto a 70 metri dal confine.
Da questi dati il Comitato trae delle considerazioni: se residui vengono rilevati a 70 metri, deve essere ampliata la fascia di rispetto (almeno 100 metri); la presenza di pesticidi è uniforme per almeno 6 mesi l’anno, con il clorpirifos in pole position (persistenza elevata per l’intero periodo); ne deriva l’impossibilità di potersi nutrire con ortaggi coltivati in proprio, biologicamente, ma contenenti pesticidi «altrui»; nonché l’impossibilità di poter vivere liberamente la propria casa senza venire a contatto con i pesticidi.
Questa seconda importante serie di analisi auto prodotte (ed è curioso rilevare come a fare ciò siano dei cittadini che sono costretti a sborsare molti soldi di tasca loro) ovviamente deve indurre alla riflessione anche noi bellunesi. In questi ultimo periodo infatti il territorio che ci ospita sta subendo un vero e proprio assalto da parte di frutticoltori e viticoltori “intensivi” (soprattutto nella zona di Cesiomaggiore). Qualche mese fa diffondemmo un appello/comunicato congiunto, costruito assieme agli amici della Val di Non, al Comitato Chimica Free di Cesio e a diverse realtà (e singolarità) bellunesi e trentine. Purtroppo i nostri appelli caddero nel vuoto mentre i nostri timori si vanno sempre più concretizzando

Pertanto, per l’ennesima volta, lanciamo un forte ed accorato appello ad Amministratori, Politici e soprattutto cittadini alla vigilanza, alla prevenzione, alla salvaguardia del territorio, dell’ambiente e soprattutto della salute pubblica Chiediamo venga applicato il concetto di prevenzione!! Anche alla luce di questi dati non si può più fare a finta di non sapere, di dichiararsi in buona fede E’ vitale agire quanto prima, ne va del nostro futuro !!!
Crediamo inoltre sia molto importante aprire una discussione sull’agricoltura locale e al come sia vitale dare un peso non solo al dove viene prodotto un alimenti (km zero, varietà locali ecc..) ma anche al COME viene coltivato (“locale” non è sempre sinonimo di qualità se si usano tecniche di coltivazione intensiva)

(cliccare qui) PER VISIONARE INTERESSANTE ARTICOLO DI ECCE TERRA CON ELENCO PRODOTTI RISCONTRATI

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Siamo a un bivio. Possiamo decidere se andare verso una provincia avvelenata (per favorire interessi di pochi) o cercare di salvare quello che è rimasto "sano". L'impressione è che i nostriamati politici abbiano già scelto, ma noi cittadini che facciamo?

Anonimo ha detto...

Ma questi sindaci e consiglieri vari non le leggono queste notizie? Come fanno a dormire tranquillamente?