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mercoledì 21 dicembre 2011

L'immagine è la solita..e vede un uomo seduto alle pendici di uno dei monti che cinge la Vallata Feltrina. Osserva preoccupato quella coltre di “panna” che quasi tutte le mattine di autunno e inverno copre il fondovalle. La famigerata “cappa” che, a causa dell’inversione termica, trattiene al suolo polveri e inquinanti..
“lì sotto si respira veleno..” direbbe qualcuno

E la realtà non è molto diversa da questa immagine che citiamo spesso.. “li sotto si respira veleno”..

Siamo molto preoccupati da questa situazione, soprattutto in un anno che ha visto poca pioggia e poco vento.. uniche salvezze per i nostri polmoni

Siamo preoccupati non solo dai continui sforamenti (ben oltre i limiti di legge consentiti) delle famigerate pm 10 e del benzo(a)pirene, del paventato rischio di chiusura della sede Arpav di Feltre (occhio non vede..rileva… cuore non duole??) ma anche della totale apatia degli amministratori verso questo grande rischio che sta correndo la popolazione feltrina.

Ci sono vagonate di documenti, ricerche, analisi che ci informano della pericolosità dell’esposizione alle polveri sottili e sottilissime, soprattutto per i bambini.
Documenti dell’ Organizzazione mondiale della sanità (ma anche altri, più mirati, di istituti di ricerca nazionali) hanno evidenziato che PM10 e altre molecole derivanti dalla combustione sono i maggiori responsabili dell’incremento progressivo di tumori infantili (in Italia il tasso europeo più alto: 175 casi all’ anno per milione di abitanti). Come ha ricordato pochi giorni fa il presidente della Commissione ambiente dell’ ordine nazionale dei biologi, “nel bambino sono immaturi, e quindi inefficienti, i meccanismi di disintossicazione e la barriera tra sangue e cervello. I suoi tessuti, in rapida crescita, sono più esposti a danni del Dna che portano a malformazioni e tumori. Il suo carico di inquinanti, però, è pari a quello dell’ adulto”.

Ma di documenti potremmo citarne a bizzeffe, ormai è acclarato il legame “inquinamento e tumori”, soprattutto per quelle patologia (diffusissime nella nostra provincia) che colpiscono polmoni e prime vie respiratorie.

Dinnanzi a tutto ciò troviamo sconcertante che alcuni Sindaci ed Amministratori (che ricordiamo sono i massimi responsabili della salute di noi cittadini) non solo non propongano o fanno nulla dinnanzi a una situazione tanto drammatica, ma addirittura auspicano, sperano che vi sia l’ampliamento o l’insediamento di qualche nuova fonderia, di un’industria pesante o magari di un inceneritore..

Purtroppo in un periodo in cui si vogliono semplificare iter autorizzativi, si smantellano enti di controllo, si riducono le verifiche, in cui manca la funzione di coordinamento e organizzazione della Provincia, la nostra salute.. il nostro territorio è in mano ai Sindaci.. Certo se guardiamo a come è stata gestita e condotta dai nostri Sindaci la questione BIM GSP..o i vari iter autorizzativi per centrali e centraline idroelettriche c’è poco da stare allegri. (Ci sono delle straordinarie eccellenze anche tra i nostri amministratori, ma son delle “mosche bianche”)

Purtroppo, troppo spesso, i nostri Sindaci tendono a voler fare cassa, non valutando appieno l’impatto che questo o quel progetto avrà sulla salute dei cittadini, su territorio e sul paesaggio. Si sbandierano ipotetici posti di lavoro (non valutando tra l’altro che lavoro e per quanto ci sarà quell’ipotetico lavoro)
Dinnanzi ad atteggiamenti di questo tipo, a una sempre minor trasparenza e partecipazione nelle decisioni (decidono in pochi chiusi in una stanza), a un atteggiamento di chiusura al confronto e alla condivisione l’unica vera soluzione forse rimane l’agire da parte dei cittadini

Noi, nel nostro piccolo abbiamo cercato di costruire questa rete dal basso, legandola non solo al nostro territorio e ai nostri concittadini ma anche, interagendo con altri gruppi di cittadini in Valsugana, nel trevigiano, nel vicentino. Una rete indispensabile per condividere conoscenze, esperienze, pratiche, progettualità
Grazie a questa rete siamo riusciti a informare, sensibilizzare, a realizzare analisi, ad avere consulenze e perizie che abbiamo messo a disposizione di tutti nella massima trasparenza.
A tutt’oggi siamo in contatto con un buon numero di tecnici, laboratori ed esperti che ci supportano nel nostro agire. Indispensabile il loro aiuto per la costruzione di un analisi completa del territorio per avere il cosiddetto “fondo”. Un quadro completo della situazione attuale (pre-insediamento industriale) utile per valutare poi il vero e reale impatto che una fonderia, un’ industria pesante avrà sul nostro territorio (e poter agire di conseguenza)

A questa azione di “tutela” abbiamo affiancato anche una serie di iniziative molto propositive e costruttive che hanno dimostrato che ci sono altre strade possibili, alternative alle industrie impattanti. A costo zero per la comunità abbiamo proposto e costruito momenti e progetti legati all’agricoltura sostenibile. E’ grazie anche a noi se oggi il “fagiolo bonel di Fonzaso” è un prodotto agroalimentare tradizionale riconosciuto dalla Regione Veneto (nonostante il disinteresse dell’Amministrazione Comunale di Fonzaso), se decine di famiglie bellunesi hanno potuto aderire al Gruppo di Acquisto Solidale Fotovoltaico e installare impianti di qualità a costi più bassi, se il nostro territorio è stato inserito in vari itinerari di turismo sostenibile, se sta suscitando sempre più interesse il visitare la nostra Terra, acquistando o assaporando prodotti tipici e biologici.. ecc..ecc… (ma potremmo anche parlare di Albergo Diffuso, di G.A.S., di bioedilizia, di mobilità alternativa, di ciclo dei rifiuti, di socialità, di gestione dell’acqua e dei fiumi, di partecipazione, di artigianato…)

Tutto ciò è utile, importante anche per stimolare la partecipazione e la presa di consapevolezza nostra e di chi abita questo territorio, ma è comunque indispensabile che vi sia un atteggiamento diverso, meno chiuso, più aperto e meno finalizzato all’immediato da parte dei Sindaci. Devono essere consapevoli che le loro scelte hanno e avranno delle ricadute molto importanti sul territorio.
Svenderlo per il profitto di pochi, deturparlo per sempre, mettere a repentaglio la salute di noi tutti è una grave responsabilità che loro si assumono con scelte che possono risultare avventate.

Noi comunque ci saremo.. mai rassegnati a dover subire scelte calate dall’alto o cedere al ricatto occupazionale, convinti che la tutela della salute, del territorio e del paesaggio sono fondamentali e prioritari.. che ci sono e si possono costruire (e lo abbiamo dimostrato) valide e concrete alternative.. specialmente in momenti di difficoltà come stiamo, purtroppo, attualmente vivendo.

domenica 19 giugno 2011

SOLIDARIETA' AGLI AMICI DELLA VAL DI SUSA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO QUESTO COMUNICATO:

Dopo le denigrazioni sui media, dopo la sceneggiata delle buste con proiettili, ecco il terzo tempo: ora notificano di tutto e subito ai NO-TAV, pur di indebolirli sul piano personale e metterli in cattiva luce di fronte all'opinione pubblica meno informata. Fossero anche multe per divieto di sosta.

Tutto per aumentare la tensione: la mattina del 17 Giugno inizia con perquisizioni della polizia a casa di Alberto Perino, a Condove e di altri quattro NO-TAV a Torino.
Proprio mentre il viceministro alle infrastrutture, il leghista Castelli, rilascia dichiarazioni che suonano come un disimpegno italiano sul fronte della revisione contrattuale con la Francia, presupposto alla conferma dei finanziamenti UE; ma per giustificarsi scarica unicamente le responsabilità sui "violenti che impediscono l'avvio dei cantieri".

73 avvisi di garanzia sono giunti negli ultimi 15 giorni e sono, stranamente, relativi a episodi di disubbidienza civile di un anno e mezzo fa come di meno di un mese fa.
Nella conferenza stampa convocata al presidio della Maddalena il movimento:

  • dichiara di non essere spaventato da questi provvedimenti, che non intaccano la volontà di resistenza diffusa tra la popolazione;
  • deplora il fatto che la magistratura non proceda con altrettanto tempismo per le numerose denunce di illeciti commessi dai promotori dell'opera o su episodi criminosi quali gli incendi dolosi dei presìdi di Borgone e Bruzolo.
Approfondimenti su
- notavtorino.org
- notav.info
- notav.eu

RICORDIAMO CHE QUALCHE ANNO FA ABBIAMO CONSEGNATO LA NOSTRA BANDIERA AD ALBETO PERINO A CUI VA TUTTA LA NOSTRA SOLIDARIETA' E VICINANZA



CHI LOTTA PER LA PROPRIA TERRA.. A TUTELA DELLA STESSA, DELLE SUE RADICI, DEL PAESAGGIO..DEL TERRITORIO.. PER LA SALUTE NON E' CERTO UN DELINQUENTE MA UN UOMO CON UNA DIGNITA' !!!

mercoledì 15 giugno 2011

STRAORDINARIO RISULTATO !!!


i referendum hanno sueprato il fatidico quorum e tantisismi cittadini italiano han detto chiaramente NO alla privatizzazione dell'acqua, No al nucleare e No al legittimo impedimento Un risultato che è sicuramente il frutto del lavoro dei tantissimi cittadini che si sono mobilitati e che da anni dal basso diffondono informazioni e costruiscono conoscenze..

UN GRAZIE DI CUORE ANCHE AI FONZASINI : CHE CI HANNO STUPITI CON LA LORO MASSICCIA PARTECIPAZIONE

AFFLUENZA 60, 6% ... SI 96,3%

per vedere i risultati referendari di Fonzaso cliccare qui

PURTROPPO PERO' NON CI SI PUO' GODERE QUESTO BEL MOMENTO IN SANTA PACE CHE:
..... COMUNICATO DLE COMITATO ACQUA BENE COMUNE

Giù le mani dai referendum sull’acqua

Stavamo assistendo con una buona dose di ironia alla risibile rivendicazione di meriti e paternità del successo dei nostri referendum sull’acqua da parte di chi in altri tempi ha votato e sostenuto le norme di cui chiedevamo l’abrogazione, da parte di chi non si è mai visto nella fase di raccolta delle firme, di chi non ha fatto una riunione, un dibattito pubblico, neppure affisso un manifesto a sostegno di questa iniziativa. Questa strategia del “cuculo” di appropriarsi del lavoro altrui, questo essere stati fuori dal confronto vero con le nostre comunità su questi temi non permette però a costoro di leggere il sentire comune e di capire le ragioni profonde espresse da 98.507 cittadini bellunesi che si sono opposti alla privatizzazione del bene comune acqua (95,90% di Sì) e alla possibilità di fare profitti nel servizio idrico integrato (96,26% di Sì).

Così ci tocca sentire il Presidente Bim GSP Roccon, che aveva più volte deriso l’inutilità dei referendum e con essa l’ineluttabilità dell’ ingresso dei privati, affermare oggi:” il sì al primo quesito è un po’ la gratificazione del nostro positivo lavoro svolto…il rischio era cedere ai privati…”. Roccon aggiunge con candore che le banche non sono disponibili a finanziare gli investimenti senza la garanzia dei profitti, auspica un po’ di finanza creativa e assegna, senza pudore, la responsabilità dei prossimi aumenti della tariffa agli esiti del secondo quesito referendario ed agli inconsapevoli votanti che attraverso questa scelta ne auspicavano “l’azzeramento”.

Roccon si guarda bene dal ricordare che è proprio il sistema tariffario fino ad oggi in vigore che scarica sui cittadini tutti i costi del servizio: dalla gestione, agli investimenti, agli ammortamenti, alla remunerazione del capitale investito.

Non contento di queste mistificazioni il Presidente ha l’ardire di segnalare la propria disponibilità a ricoprire anche per il prossimo futuro il vertice di Bim GSP inebriato forse in questo senso dai quaranta (!) su quasi centomila votanti bellunesi che hanno aderito al suo illegittimo invito a rifiutare la seconda scheda.

La richieste forti e nette che emergono dai voti referendari e dalle condivise adesioni preliminari sono in realtà : passare dalle attuali forme gestionali di tipo privatistico a soggetti di esclusivo diritto pubblico, rivedere il sistema tariffario secondo gli indirizzi della proposta di legge di iniziativa popolare, prevedere spazi e diritti partecipativi dei cittadini nel governo di questi beni comuni.

Per questo chiediamo all’assemblea dell’ATO prevista per giovedì 16 giugno di non assumere alcun provvedimento deliberativo che non tenga conto del voto referendario, già operativo e vincolante a seguito della proclamazione formale della Cassazione prevista per la stessa giornata.

Non ci faremo scippare senso e significato di questo passaggio di democrazia diretta e popolare, lo dobbiamo a quanti con noi hanno creduto nel cambiamento possibile, consapevoli che nulla ci verrà regalato e tutto andrà conquistato.

Comitato Acqua Bene Comune

venerdì 13 maggio 2011

5 ESCURSIONE NATURALISTICA ORGANIZZATA DAL COMITATO COL DE RORO


ANCHE QUEST'ANNO SI RIPETE L' ESCURSIONE NATURALISTICA PROMOSSA DAL COMITATO COL DE RORO PER MANTENERE VIVA L'ATTENZIONE SULLA QUESTIONE "RISCHIO MINIERE"
.. SPERIAMO DI ESSERE IN TANTI!!!!!

PER ULTERIORI INFORMAZIONI CLICCARE QUI

lunedì 9 maggio 2011

NO AL NUCLEARE !!!

Inserisci link
SPETTACOLARE AZIONE E UN BEL VIDEO DI GREENPEACE..

PER RICORDARCI CHE IL 12 E 13 GIUGNO SI VOTA ANCHE PER DIRE UN NO CHIARO E DEFINITIVO AL NUCLEARE !!!



se nn si riesce a vedere il video cliccare qui

martedì 1 marzo 2011

..NONOSTANTE LA PIOGGIA...

La cosa ci ha lasciato un po' perplessi..
infatti in questa prima mattinata di marzo osservando la piana di Fonzaso abbiamo notato la presenza della famigerata "cappa"
Un fenomeno causato dall'inversione termica che trattiene al suolo polveri ed inquinanti
Auspichiamo da sempre che ciò induca alla riflessione chi vorrebbe insediare in quella zona fonderie o industrie pesanti..


a lasciarci molto perplessi anche il bolletitno ARPAV sulla polveri sottili rilevate nella zona feltrina.. Nonostante pioggia e neve di questi giorni siamo al limite..e anche oltre..
...chiediamo ancora una volta.. con forza.. perchè non fare una analisi approfondita e individuare le fonti di tale inquinamento?
.. noi qualche sospetto (fondato) lo abbiamo..

.. già molte volte abbiamo diffuso ricerche scientifiche e dati medici che ci dicono quanto pericolose sono le polveri sottili e le nanoparticelle per la slaute..soprattutto dei bambini..
CHI CONTINUA A FARE FINTA DI NULLA (ricordiamo che i Sindaci sono i massimi responsabili della salute dei cittadini) SI ASSUME UNA GRAN BELLA RESPONSABILITA'...

lunedì 14 febbraio 2011

RESPIRIAMO POLVERE


Se durante i mesi invernali non piove respiriamo polvere

Una frase che descrive bene la situazione in questo febbraio secco e caratterizzato da continui “sforamenti delle polveri sottili”

E’ davvero impressionante la tabella di rilevazione delle pm 10 della stazione di Feltre (fornita dall’ Arpav) con 10 superamenti della soglia di allarme negli ultimi 11giorni e ben tre picchi ben oltre i 100 mgxm3 (qualità dell’aria pessima)

Ormai sono noti a tutti i pericoli che le polveri sottili comportano per la nostra salute e soprattutto per quella dei bambini. E in questa nostra vallata chiusa, con poco ricircolo d’aria e in cui l’inversione termica trattiene al suolo le polveri e gli inquinanti per molti mesi all’anno è difficile non fare un collegamento mentale tra inquinamento e il tasso di incidenza dei tumori elevatissimo. Per non parlare del vertiginoso aumento dei ricoveri dei bambini per problemi respiratori

Ci sono poi i dati/parametri dell’Organizzazione Mondiale della sanità che ci dicono che in un anno sono 21 i decessi all’anno causati dall’inquinamento nella sola città di Feltre.(fonte Corriere delle Alpi,07.03.2010)

Urge quindi trovare una soluzione che sappiamo bene non è certo facile né immediata

Sappiamo che le tre principali fonti di “produzione” delle polveri sottili sono il trasporto, il riscaldamento e l’industria

Non possiamo quindi non plaudire all’iniziativa della provincia tesa alla rottamazione delle vecchie stufe a legna e nel contempo auspicare un immediato ripensamento per quel che concerne le ipotesi di tagli del trasporto pubblico provinciale

Per quel che riguarda la terza importante fonte di inquinamento, cioè l’industria, RIBADIAMO PER L’ENNESIMA VOLTA CHE E’ INDISPENSABILE CHE NON SI AGGIUNGANO NUOVE EMISSIONI A QUELLE GIA’ ESISTENTI Abbandonando ogni ipotesi di insediamento o ampliamento di nuove industrie impattanti (fonderie, acciaierie ecc..) o addirittura di un inceneritore.

Quindi: perché non fare una seria e puntuale analisi delle polveri e capire in modo chiaro e inequivocabile che tipo di inquinamento insiste su Feltre e sulla vallata individuando così quali siano le fonti di origine delle stesse?

Stando ai dati 2005/07 della Provincia, sono quasi 50 le tonnellate all’anno di polveri sottili emesse dalle 11 industrie più inquinanti della Valbelluna
E un impatto sulla nostra vallata è ipotizzabile ce l’abbiano anche stabilimenti molto vicini ai nostri confini: la mente corre al cementificio di Pederobba dove si bruciano circa 60.000 tonnellate all’anno di pneumatici e 60.000 tollellate di PCke (scarto della lavorazione del petrolio)
Forse è superfluo dirlo ma è bene ricordare che vi sono “polveri” e “polveri”. Ci ricorda spesso il dott. Montanari come altri scienziati che in quel “pm 10” sono comprese sia le polveri grossolane che quelle finissime (generalmente più un sistema di combustione usa alte temperature più fini sono le polveri che emette).
Pertanto è possibile ipotizzare che mentre una stufa emette polveri grossolane (pensiamo a una particella che pesa 10, che se inalata colpisce una sola volta il nostro sistema respiratorio e spesso viene bloccata prima di arrivare ai bronchi), da una ciminiera vengono spesso emesse polveri finissime (che pesano 1, quindi a parità di peso, se inalate colpiscono 10 volte il nostro sistema respiratorio e superano facilmente le barriere naturali del nostro corpo arrivando ai bronchi con tutti i danni che ne conseguono.

Crediamo sia molto importante che questo grande sforzo contro le polveri sottili, contro l’inquinamento e a favore di ambiente, salute, qualità della vita coinvolga per davvero tutti:

Sia chi ci amministra (che è il responsabile della salute dei cittadini) che tutti noi cittadini

E’ davvero un triste spettacolo osservare la miriade di piccoli e grandi “incendi” che quotidianamente infestano la nostra vallata in un momento difficile come questo

Fuochi che, temiamo, non siano solo di rami e residui vegetali…

Vorremmo pertanto fare un appello alla responsabilità, un appello rivolto a tutti: amministratori e cittadini

Viviamo in una zona molto bella, ma anche molto fragile, è nostra responsabilità difenderla e tutelarla ne va della nostra salute e soprattutto di quella dei bambini per una volta si lascino da parte i meri interessi economici o di parte e si lavori per il bene comune, per il bene di tutti

Sperando solo che la prossima pioggia non “lavi” via anche queste giuste e legittime preoccupazioni….

sabato 12 febbraio 2011

AUTOSTRADA.. AGRICOLTURA..SOLE.. (MAL)ARIA..

riceviamo e pubblichiamo..
COMUNICATO DEL COMITATO "PERALTRESTRADE" SULLA QUESTIONE A27

"AUTOSTRADA? TROPPE VOCI DISCORDANTI. MEGLIO IL TRENO E LE CIRCONVALLAZIONI
..per leggere il comunicato cliccare qui...

AMPIA INTERVISTA RADIOFONICA AL GRUPPO COLTIVARE CONDIVIDENDO
"..il presente e il futuro della nostra agricoltura è basato su varietà locali, antiche, autoctone e su tecniche di coltivazione biologica Un agricoltura rispettosa di biodiversità, territorio, paesaggio e ambiente. Tutt'altra cosa da quella che vogliono imporci i colonizzatori trentini e trevigiani pronti a invaderci con un agricoltura intensiva e insalubre..intrisa di pesticidi e di chimica di sintesi.."
PER ASCOLTARE L'INTERVISTA CLICCARE QUI

ANCHE PER IL 2011 C'è UN GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE SUL FOTOVOLTAICO

per visitare il sito di "Pubbliche energie" cliccare qui

..iniziative 2011 e ottimi risultati 2010

c'è anche questo bel articolo del gazzettino
"ENERGIA PULITA E SOLIDALE"
per leggerlo cliccare qui




.. (mal) ARIA..
molto preoccupante la situazione dell'aria in questa settimana...
sempre sopra la soglia massima le polveri sottili A rischio la salute soprattutto dei bambini
crediamo non serva ricordare per l ennesima volta le tantissime ricerche medico scientifiche e i documenti del Organizzazione Mondiale per la Sanità che imputano 150 morti all'anno ogni 10000 abitanti alle polveri sottili.... CREDIAMO SIA ORA DI SMETTERE DI SPERARE NELLA PIOGGIA E DI AGIRE IN MODO FORTE ED EFFICACE.. SOPRATTUTTO IMPEGNANDOSI A NON AGGIUNGERE NUOVO INQUINAMENTO A QUELLO GIA' ESISTENTE !!!

martedì 11 gennaio 2011

AL PEGGIO NoN C'è MAI FINE...

NONOSTANTE I CONTINUI SFORAMENTI DELLE POLVERI SOTTILI DI QUESTI GIORNI (giorni in cui è piovuto!!!!)



NONOSTANTE IN MOLTO INIZIANO A FARSI DOMENDE E INTERROGARSI...

(dal Corriere delle Alpi del 11 gennaio 2011)
BELLUNO. Un censimento delle stufe e degli impianti di riscaldamento. E’ quello che ha in mente l’assessore provinciale all’ambiente Ivano Faoro, che tiene a sottolineare come il trend delle pm10 sia “decrescente”. Sull’altro fronte chiedono un monitoraggio più attento i rappresentanti del comitato Pra’ Gras, preoccupati per la “cappa” che ogni inverno staziona sul Feltrino: «La colpa non può essere soltanto delle stufe», dice Tiziano Fantinel, che chiede anche uno studio ad hoc sull’incidenza dei tumori.
Nonostante l’Epifania da maglia nera, Faoro è convinto che le cose stiano migliorando. A dirlo ci sono anche i dati. «Il trend è positivo. Rispetto a qualche anno fa i dati sono più che rassicuranti».
Di nuovo, afferma l’assessore, ci sono i piani di risanamento dell’aria adottato dai Comuni: «Sono strumenti efficaci. Certo il problema è difficile da debellare, ma ci sono delle buone pratiche che possono ridimensionare il fenomeno».
Una, pare di capire, è la sostituzione delle vecchie stufe, partita sulla quale la Provincia ha investito circa duecentomila euro: «Il bando è ancora aperto», dice Faoro. «Ci sono ancora 100mila euro a disposizione».
Sempre sul fronte del riscaldamento domestico, Faoro annuncia l’intenzione di censire - con l’aiuto dei comuni - tutti gli impianti domestici del Bellunese: «In questo modo potremo studiare azioni mirate», dice.
Chiedono soluzioni più “profonde” i membri del comitato Prà Gras, che annualmente registrano la cappa di smog ben visibile sul Feltrino. Basta andare a Faller o sul monte Tomatico: «Pensiamo che serva un monitoraggio più completo delle fonti inquinanti, a partire dall’industria pesante», afferma Fantinel.
Altra partita quella dei tumori: «E’ da anni che chiediamo uno studio dedicato al Feltrino. Vogliamo capire se c’è una relazione fra la qualità dell’aria e l’incidenza di malattie». (cr.ar.)

C' E' CHI HA IL CORAGGIO DI PROPORRE LA REALIZZAZIONE DI UN INCENERITORE IN PROVINCIA DI BELLUNO...

"INCENERITORE, SINDACO POSSIBILISTA" (per leggere l'articolo cliccare qui)

il Sindaco di Cesiomaggiore, che a suo tempo autorizzo' l'insediamento dei "famosi" meleti intesivi adesso pensa all'INCENERITORE... tra le righe dell'articolo si legge che si mira ad avere un "tornaconto"
VORREMMO RICORDARE AL SINDACO DE BASTIANI CHE UNA RICERCA RESA PUBBLICA IL 3 APRILE 2008 DALL’ISTITUTO STATALE DI SOVEGLIANZA SANITARIA FRANCESE SECONDO LA QUALE NELLE POPOLAZIONI CHE VIVONO IN PROSSIMITA' DI IMPIANTI DI INCENERIMENTO DEI RIFIUTI E' STATO RISCONTRATO UN AUMENTO DEI CASI DI CANCRO DAL 6 AL 23 per cento
(MA DI DOCUMENTI E RICERCHE SCIENTIFICHE POTREMMO PROPORNE A BIZZEFFE CITANDO ONCOLOGI, MEDICI, SCIENZIATI, RICERCATORI)

E' QUESTO IL TORNACONTO CHE IL SINDACO VUOLE PER I SUOI CITTADINI E PER TUTTI NOI ABITANTI DELLA VAL BELLUNA???

domenica 9 gennaio 2011

UN 2011 DI CHIAREZZA INFORMAZIONE TRASPARENZA

Per un 2011 all’insegna dell’informare, della salubrità, della trasparenza e del rispetto di ambiente, salute, paesaggio e territorio.

Sono questi gli auspici che hanno spinto un gruppo di cittadini appartenenti a una serie di comitati e associazioni trentini, bellunesi, vicentini e trevigiani a sedersi attorno a un tavolo per pensare in sinergia ad un agire comune.

Un’ esigenza, che nasce da un sentire comune tesa a tutelare salute, diritti, qualità della vita e un territorio sempre più minacciato da progetti devastanti che arricchiscono pochi a scapito di molti.

Fondamentale condividere conoscenze, pratiche, informazioni, contatti: mettersi in rete coordinando iniziative, incontri pubblici, analisi ambientali.

Il tutto per cercare di creare consapevolezza nei cittadini attraverso una serie di serate e incontri in cui tecnici, esperti, medici (per esempio i medici per l’ambiente) ci aiuteranno a interpretare dati, faranno luce su situazioni e sveleranno i reali pericoli che comportano talune sostanze (pesticidi, diossine, policiclici aromatici etc.) o cicli produttivi.

Dall’incontro svoltosi nei giorni scorsi è emersa in maniera molto netta e condivisa la “non cieca fiducia” verso politici ed amministratori. Diventa perciò indispensabile che siano i cittadini stessi ad auto organizzarsi e auto tutelarsi producendo dossier, ricerche, e ANALISI INDIPENDENTI

Grazie al straordinario lavoro svolto dagli amici di Borgo Valsugana siamo in possesso di una serie di contatti, anche con laboratori stranieri, per poter monitorare situazioni e approfondire questioni.

Il tutto verrà poi diffuso in svariati modi (telematici o cartacei) all’insegna della trasparenza e della chiarezza.

Oltre a una azione di denuncia e di trasparenza prenderanno avvio anche una serie di altre iniziative molto concrete e pratiche tese a favorire un’agricoltura sana, basata sul biologico e sulla salvaguardia della biodiversità, sulla filiera corta anche attraverso un contatto sempre più stretto tra Gruppi di Acquisto Solidale e produttori.

Tra le iniziative che riguardano il bellunese, stiamo pensando a una serie di analisi ambientali anche a Fonzaso per poter sia conoscere la situazione attuale che poter poi monitorare nel tempo l’area “pesando” con esattezza l’impatto di possibilii insediamenti agricoli o industriali.

Ancora una volta, dinnanzi all’inerzia e alla lentezza degli amministratori, i cittadini si auto organizzano, si tutelano e promuovono iniziative che guardano al futuro

martedì 4 gennaio 2011

ANNO NUOVO.. ARIA VECCHIA.. E INQUINATA..

L'ARIA INQUINATA LEGA..IN UN ABBRACCIO INSALUBRE IL 2010 E IL 2011..

Nonostante articoli come il seguenti denuncino..per l'ennesima volta.. la persistenza di polveri e inquinanti nella nostra valle (a causa dell' inversione termica) ..ben poco si fa

"FELTRE: DICEMBRE NERO PER LE PM 10" (cliccare qui per leggere l'articolo)
oltre ai vari picchi di sforamento ci fa piacere notalre che finalmente si smette di dare la colpa "solo alle stufe a legna" ma si prende atto che le causa sono altre...
"A complicare le cose ci si mettono poi le caratteristiche morfologiche della vallata, che «per i rilevanti dislivelli e l'angustia del tracciato risulta particolarmente influente sulla meteorologia», aggiunge Riposi. «La frequente presenza di fenomeni di inversione termica invernali, anche accentuati e prolungati, costituisce un tratto specifico del territorio comunale, che trovandosi a circa 300 metri di altitudine è denotato da una valle chiusa, con scarsa ventilazione e ricambio d'aria, soggetta seppur raramente ad un travaso di correnti provenienti dalla pianura...

VA ANCHE DETTO CHE A GRAZIARCI SPESSO SON STATE ANCHE LE ABBONDANTI PRECIPITAZIONI... "
ma sia per le condizioni climatiche degli ultimi anni, sia per una presa di coscienza da parte dei cittadini.. i livelli degli inquinanti tendono a diminuire»

SPERANDO CHE I NOSTRI AMMINISTRATORI NON ADOTTINO, QUALE UNICA SOLUZIONE ANTI INQUINAMENTO .."LA DANZA DELLA PIOGGIA"...
NOTIAMO CHE ANCHE A GENNAIO POCO E' CAMBIATO..


VORREMMO CHE LA QUESTIONE INQUINAMENTO FOSSE PRESA MOLTO SUL SERIO IN QUESTA NOSTRA VALLATA.. CHE CHI CONTINUA A PROPORRE INSEDIAMENTO O AMPLIAMENTO DI FONDERIE, INCENERITORI, INDUSTRIE IMPATTANTI SI RENDESSE CONTO DELLA RESPONSABILITA' CHE SI ASSUME, ANCHE ALLA LUCE DI DATI E RICERCHE MEDICHE
INVIATIAMO TUTTI A VEDERE QUESTO BREVE MA ILLUMINANTE VIDEO


e leggere questo post nel blog di Beppe Grillo.. cliccare qui per leggerlo

martedì 7 dicembre 2010

una bella iniziativa da diffondere


LA BORSA DELLA SOSTENIBILITA'

La “borsa della sostenibilità” è un progetto che prende forma durante la riuscitissima festa “chiamata a.. raccolto” che ha visto affluire a Lentiai diverse centinaia di persona decise a dire SI a un’agricoltura sana, basata su biodiversità e biologico, su filiera corta, su un rapporto fiduciari, di scambio di conoscenze, esperienze e saperi tra chi produce e chi acquista. Ma anche rispettosa di ambiente, paesaggio e territorio.

Un sentire che ha caratterizzato il nostro agire di questi mesi e che ora ci porta a promuovere questa iniziativa tesa a creare un legame sempre più stretto e di aiuto reciproco soprattutto tra Gruppi di Acquisto Solidale e aziende che hanno rinunciato alla chimica di sintesi (in perfetta linea coi dettami del “patto” costruito e sottoscritto nel maggio scorso).

La “borsa della sostenibilità” è, in sostanza, una borsa nella quale viene collocata una serie di prodotti tipici bellunesi e/o bellunesi +trevigiani (per sancire il gemellaggio tra i coordinamenti GAS delle due province venete) coltivati senza l’uso di prodotti chimici di sintesi da aziende dell’ associazione Dolomiti bio o che hanno condiviso le nostre iniziative. Prodotti che consentono di apprezzare l’enorme patrimonio di biodiversità e tipicità della nostra zona.

Sono previsti 4 formati di “borse della sostenibilità” che conterranno indicativamente i seguenti prodotti:

borsa della sostenibilità base

- borsa di carta contenente: fagioli, farina di mais, mele, confettura, orzo..

dal costo di euro 15

borsa della sostenibilità bellunese

- borsa di tela contenente: fagioli, farina di mais, mele, confettura, orzo..

dal costo di euro 20


borsa della sostenibilità gemmellaggio base

- borsa di carta contenente: fagioli, farina di mais, mele, succo di frutta, orzo, radicchio ed eventuale bottiglia di prosecco bio

dal costo di euro 25


borsa della sostenibilità BL/TV

- borsa di tela contenente: fagioli, farina di mais, mele, succo di frutta, orzo, radicchio ed eventuale bottiglia di prosecco bio

dal costo di euro 30


le varietà di fagiolo usate sono GIALET e BALLA ROSSA

le varietà di mas usate sono: SPONCIO e MARANO

le varietà di mela usate sono POM PRUSIAN (fino a esaurimento poi altre varietà locali)


L’offerta è aperta a tutti i componenti dei GAS e di chi ha a cuore biologico, biodiversità, salute, ambiente, paesaggio e territorio.


E’ importante che le richieste giungano entro il 15 dicembre


Per informazioni e ordinazioni:

cripiaz@gmail.com

coltivarcondividendo@yahoo.it

giovedì 2 dicembre 2010

Una bella e riuscita iniziativa del Gruooi COLTIVARE CONDIVIDENDO



Un GRAZIE davvero immenso a coloro che hanno contribuito alla straordinaria riuscita dell’iniziativa “chiamata a.. raccolto”!!
Un sabato pomeriggio illuminato da un magico sole che ha reso ancora più affascinanti, i deliziosi squarci di natura e paesaggi innevati.
Diverse centinaia di persona hanno affollato la Sala della Società operaia a Lentiai sia per esporre che per scambiare o ammirare le tantissime sementi antiche presenti.
Oltre al fornito erbario di Erminio Fent (di fagioli coltivati a Lamon) e alle sementi che il Gruppo Coltivare Condividendo ha raccolto ma anche coltivato e scambiato in provincia di Belluno, hanno fatto bella mostra di se quelle portate da “spiazzi verdi” (Venezia) da Civiltà Contadina, e quelle giunte dal Parco di Paneveggio.

Un immenso patrimonio di biodiversità coltivata che ha reso consapevoli i tantissimi visitatori dell’importanza di tutelare le molte varietà locali, ognuna delle quale è unica per gusto, sapore, caratteristiche organolettiche, adattabilità a una determinata zona e sicuramente più resistenti alle avversità rispetto agli ibridi commerciali
Ribadita più volte dai tecnici, esperti, coltivatori intervenuti, l’importanza dell’ essere “liberi” di questi semi (ed è vitale che lo restino), cioè non soggetti a brevetti da parte di multinazionali o ditte cementiere.
Sementi che non sono pero’ un “reperto archeologico”, un cimelio, da tenere sotto chiave, ma che hanno enormi potenzialità economiche (sono stati portati i interessanti esempi tra cui quello del fagiolo gialet) soprattutto in una visione che lega sempre più coltivazione (basata su biologico, biodiversità e filiera corta) con territorio, in sinergia con i Gruppi di Acquisto Solidale e il turismo.
E proprio in questa ottica sono stati proposti alcuni interessanti progetti.
Oltre alla riproposizione del “museo diffuso” per coltivare, riprodurre, moltiplicare, distribuire i semi, si è anche parlato di portare la mostra delle sementi antiche presso agriturismi o ristoranti al fine di proporre una giornata in cui il visitatore può ammirare le sementi, degustare dei piatti a base di queste produzioni locali e antiche (constatando l’ enorme differenza di gusto tra diversi fagioli o mais) e fare un percorso guidato per ammirare la bellezza del nostro territorio.

“Chiamata a raccolto” ha portato a Lentiai anche molti componenti di GAS sia bellunesi che veneti. Nei loro interventi hanno ribadito l’importanza della “S”, cioè del loro essere solidali. Quindi consapevoli che nell’acquisto dei prodotti non si deve tenere conto solo del prezzo ma anche di come produce l’azienda a cui ci si rivolge. Vitale è che essa usi metodi di coltivazione che escludono la chimica di sintesi e tutelano paesaggio e biodiversità.
Da questa sensibilità sta prendendo forma l’idea di costruire un “cesto della sostenibilità” formato da una serie di prodotti locali e biologici da proporre nel periodo natalizio ai vari GAS. Proseguirà inoltre lo “scambio” di conoscenze tra aziende e GAS grazie a corsi gratuiti sia di coltivazione biologica che di altri saperi e pratiche (es informatica)

E’ molto piaciuta anche l’idea di dar vita a un “orto comune o condiviso”, un luogo di socialità e convivialità in cui scambiare conoscenze e competenze, organizzare corsi pratici sia di coltivazione biologica ma anche di alimentazione e buone pratiche

Dopo alcuni squisiti assaggi proposti dall’ agriturismo L’Albero degli Alberi, la giornata si è conclusa con una serie di interventi molto seguiti ed apprezzati. In primis quello del prof. Michele Corti (università di Milano) di ritorno dalla Val di Non di cui ci ha descritto il devastante e impattante modello della melicoltura intensiva, auspicando che mai e poi mai invada la anche nostra valle. Molto applauditi anche gli interventi di Stefano Sanson (IPSA Feltre e slow food), di Eliana di Spiazzi Verdi, di Mariella dell'agriturismo Cà dell'Agata di Zugliano (VI), di Marco, coltivatore bio di Giavera del Montello, di L. Zanetti (pastori del lagorai) e di diversi espositori, componenti di Gruppi d’Acquisto Solidali e visitatori.

Una giornata sicuramente da ripetere caratterizzata da un atmosfera festosa, intrisa di colori, racconti, esperienze, ricordi, idee, progetti e che ci fa acquisite una forte consapevolezza dell’importanza e della giustezza del cammino da noi condiviso, basato su un agricoltura decisamente “moderna”, sana, ecosostenibile ed ecocompatibile.
Un’agricoltura tipica, legata al territorio, in sinergia con il turismo. Tutt’altra cosa rispetto ai vecchi e sorpassati modelli di agricoltura intensiva che oltre ad avere forti impatti ambientali vanno a competere sui mercati mondiali con prodotti cinesi o brasiliani senza alcuna tipicità.

Siamo sempre più convinti che sia giunto il momento di pensare a un “distretto del biologico” basato su un “paniere tipico e sano” incentrato su disciplinari biologici e capace di attirare visitatori: per coniugare paesaggio, gastronomia e turismo.

Associazione Dolomiti bio
Gasdotto (coordinamento G.A.S. della prov di Belluno)
Gruppo Coltivare Condividendo

mercoledì 24 novembre 2010

tutti a lentiai.. il 27


CHIAMATA A... RACCOLTO

Novembre è, per ogni “contadino”, il mese in cui si “tirano le somme” dell’intera annata agraria. E a questa antica regola non poteva certo sfuggire il Gruppo Coltivare Condividendo. Infatti sabato 27 Novembre, dalle ore 14 in poi, ci troveremo presso la Sala della Società Operaia a Lentiai per dar vita a un momento di incontro, dialogo, condivisione e convivialità.

Esporremmo la nostra “mostra delle sementi antiche”, costruita e integrata (anche grazie al progetto del Museo diffuso) proprio in questo 2010.

Momento importante quello dello scambio delle sementi, sia per favorire l’auto produzione che per dire No a ogni forma di brevetto e controllo sui semi.

Insieme a noi ci saranno anche gli amici di “Spiazzi Verdi” che ci racconteranno dei numerosi ed interessanti progetti realizzati in laguna; i rappresentati del Parco di Paneveggio e dell’Ecomuseo del Vanoi (con sementi e iniziative), quelli di “civiltà contadina”, dell’”associazione seminati”; molti gruppi di Acquisto Solidale bellunesi, trevigiani, veneti trentini e friulani. Avremo come ospiti il dott. Michele Corti (dell’Università di Milano) e Laura Zanetti (Libera associazione pastori e malghesi del Lagorai); A. Fragano (coautore di un interessante libro col dott. Tamino), M. Flora (agricoltore vegan); autori di libri di “Altra Economia” e molti altri tecnici, esperti, agricoltori e auto produttori. Probabile anche la presenza dello scrittore Massimo Carlotto.

A loro faremo conoscere i nostri progetti concretizzati o in fase di realizzazione. In primis il “Patto” che vede un’alleanza tra GAS bellunesi e coltivatori biologici al fine di tutelare salute, paesaggio, biodiversità e stimolare filiera corta, condivisione di conoscenze, fiducia e socialità. Parleremo anche di “disciplinari” che pongano limiti all’effetto deriva dei pesticidi, di certificazione di gruppo e orti solidali

“Chiamata a .. raccolto” sarà anche un momento di riflessione e proposta per stimolare ancora di più un agricoltura decisamente “moderna”, sana, ecosostenibile ed ecocompatibile. Un’agricoltura tipica, legata al territorio,in sinergia col turismo. Tutt’altra cosa rispetto ai vecchi e sorpassati modelli di agricoltura intensiva che oltre ad avere forti impatti ambientali vanno a competere sui mercati mondiali con prodotti cinesi o brasiliani senza differenziarsi.

Crediamo che in un territorio splendido come è il nostro, in cui già ci sono delle eccellenze come il fagiolo Gialet, l’orzo bellunese, l’agnello d’Alpago, (presidi Slow food che hanno riscosso un gran successo al Salone del Gusto a Torino), il fagiolo di Lamon, il Mais Sponcio, la patata di Cesio, la noce e il morone feltrina, la Mela Prussiana, ma anche molti altri prodotti tipici, coltivati in modo sano. Crediamo sia giunto il momento di pensare a un “paniere tipico e sano” basato su disciplinari biologici e capace di attirare visitatori: per coniugare paesaggio, gastronomia e turismo

Ovviamente “chiamata a .. raccolto” è un pomeriggio aperto a tutti e in cui auspichiamo saranno in molti a portare le loro sementi, ma anche esperienze, idee, suggerimenti, proposte e critiche per costruire insieme un cammino concreto e condiviso.

Gruppo Coltivare Condividendo www.coltivarcondividendo.blogspot.com

venerdì 22 ottobre 2010

RETE di CHENONSISAPPIA: SUCCESSO DELL’INCONTRO “COSA SUCCEDE AL NOSTRO TERRITORIO”


La serata di venerdì 15 promossa a Pederobba dalla Rete di CHENONSISAPPIA ha dato i frutti sperati. Di fronte ad un folto pubblico, è emerso chiaramente un quadro generale della situazione del territorio piuttosto preoccupante e composto da dati allarmanti per la salute e l’ambiente. Un quadro fatto anche di Autorità distratte e latitanti, intente a minimizzare e tranquillizzare, del tutto restie a intervenire per prevenire o almeno bonificare i danni. Un desolante affresco di Autorità e Amministrazioni spesso molto sensibili agli interessi dei potentati economici, pronte a passare dalla parte della cittadinanza solo quando quest'ultima si attiva scavando a fondo tra le carte, alzando la voce e reclamando con forza i propri diritti.
La dedica ad Angelo Vassallo è sembrata più che mai opportuna. Bisognava ricordare un grande Sindaco italiano ucciso perché difendeva il proprio territorio, ma bisognava anche mettere in guardia i cittadini perché dietro all’inerzia dei politici a tutelare il territorio, si nascondono pericoli terribili che possono travolgere anche le regole civili e democratiche.
Dalle descrizioni delle varie emergenze ambientali nelle province di Belluno, Treviso e Vicenza, sono emersi fatti sconcertanti: dall’assurda speculazione edilizia del progetto Altanon che ha Feltre rischia di rovinare per sempre l’immagine della città, al tentativo di colonizzazione dei meleti e dei vigneti intensivi nella Valbelluna, incompatibili con una serie di interessanti esempi di agricoltura sostenibile basata su biologico, biodiversità e legame tra GAS e produttori; dalla minaccia delle cave nel basso feltrino e in alpago, all’ampliamento previsto a Fortogna, all’insediamento a Fonzaso di fonderie incompatibili con un ambiente fragile, già messo a dura prova dall’elevatissima incidenza dei tumori. Solo accennata ma meritevole di approfondimenti anche la questione “centrali idroelettriche” e fiumi E poi nel trevigiano con il cogeneratore di Borso del Grappa, chiesto con quattro “DIA” presentate lo stesso giorno, da 4 società diverse, sullo stesso terreno per eludere l’autorizzazione regionale e aggirare la Legge. E ancora l’incredibile inerzia delle Autorità di fronte al rogo De Longhi a Treviso o la paradossale dichiarazione della Provincia di Treviso che nei suoi documenti ufficiali definisce la Pedemontana Trevigiana “zona vocata …all’incenerimento di pneumatici” perché a Pederobba c’è l’unico coinceneritore autorizzato, oppure la clamorosa indiscrezione circa il nuovo regolamento a difesa dai fitofarmaci nella zona del Prosecco, che pare debba valere solo per i nuovi vigneti e che quindi è inapplicabile nel 99% dei casi.
Nel concreto, possiamo dire che è emersa una matrice comune tra le varie emergenze ambientali descritte fatta di sottovalutazione e colpevole indifferenza da parte delle Autorità preposte a vigilare.
Per questo la Rete di CHENONSISAPPIA si ritroverà entro breve con l’obiettivo di organizzare iniziative forti per informare l’opinione pubblica dei rischi per la salute della gente e la colpevole indifferenza delle Istituzioni con l’obiettivo di contrastare il pericoloso degrado in corso sul nostro territorio.
Per la Rete di CHENONSISAPPIA:
Comitato Prà Gras - Fonzaso
Comitato NO ALTANON
COMITATO 18 APRILE Rogo De Longhi
Comitato OASI di Borso del Grappa
Aassociazione ARIANOVA Pederobba
GASOLO di ASOLO
Comitato per la difesa contro fitofarmaci in sinistra Piave
WWF VENETO
Progetto strada PEDEMONTANINA
Info: chenonsisappia@email.it

martedì 19 ottobre 2010

E' TORNATA LA CAPPA....

E' BASTATO QUALCHE GIORNO DI FREDDO ED ECCO MATERIALIZZARSI LA "CAPPA".. RICORDANDOCI CHE NELLA NOSTRA VALLE..A CAUSA DELL'INVERSIONE TERMICA.. PER MOLTI MOLTI MESI ALL'ANNO POLVERI ED INQUINANTI VENGONO TRATTENUTE AL SUOLO...


































NON POSSIAMO PERTANTO NON RIPROPORRE LA DOMANDA CHE FACCIAMO DA ANNI...




QUINDI DOPO UN ESTATE IN CUI A FELTRE SI SONO RESPIRATI VELENI (clicca qui per leggere l'articolo del Corriere delle Alpi in cui si denuncia... "La stagione delle polveri sottili è dietro l'angolo, e l'aumento delle concentrazioni degli ultimi giorni lo conferma. Ma se contro le Pm10 il comune ha una strategia, contro il benzo(a)pirene - temibile agente cancerogeno - ancora si fa poco. Feltre è maglia nera nel Veneto. A ricordarlo è Legambiente Veneto, che denuncia dieci anni di immobilismo delle istituzioni - dalla Regione ai comuni - contro un microinquinante pericoloso almeno quanto le polveri sottili. «I benzo(a)pirene è solo meno conosciuto delle Pm10, ma è anch'esso cancerogeno. I suoi valori sono regolarmente oltre il limite di guardia, ma nessun piano d'azione contro lo smog ne tiene conto». Neppure quello del comune di Feltre.."
.. IN AUTUNNO/INVERNO SAREMO ALLE PRESE CON LE POLVERI...

giovedì 14 ottobre 2010



CHE NON SI SAPPIA
COSA SUCCEDE AL NOSTRO TERRITORIO

VENERDI' 15 OTTOBRE ore 20.30
Palestra scuole elementari di Pederobba


Un territorio che soffre con cicatrici profonde causate dal depauperamento delle risorse naturali e dalle attività industriali ed agricole troppo aggressive. Tutto questo spesso taciuto o nascosto come la polvere sotto il tappeto. Ma ora il tappeto è gonfio e i problemi emergono senza che li si possa più trascurare. Per questo, la rete di associazioni CHE NON SI SAPPIA organizza - venerdì 15 ottobre, ore 20.30, presso la palestra delle scuole elementari di Pederobba – via Roma un incontro tra la cittadinanza e i gruppi attivi nella difesa del territorio delle province di Treviso, Vicenza e Belluno. Un'occasione di confronto sull'incremento dell'inquinamento e dei danni ambientali e per tracciare un quadro generale ed unitario delle criticità presenti.

Interverranno le seguenti associazioni di cittadini:

Comitato 18 Aprile De Longhi - Treviso

Comitato Prà Gras - Fonzaso BL

Gruppo No Altanon – Feltre

Pedemontanina – Pedemontana Trevigiana

Comitato No Biomasse nell’Oasi – Borso Del Grappa

Associazione Arianova- Pederobba

Comitato Primavera di Maser

Comitato difesa da fitofarmaci della Sinistra Piave

Modera la serata e il dibattito Maria Pia Simonetto, giornalista del Gazzettino e dell’Endimione di Valdobbiadene .

La serata è dedicata ad Angelo Vassallo, sindaco di Pollica – provincia di Salerno, ucciso il 5 settembre scorso perché colpevole di aver difeso il suo territorio dalla speculazione e dal malaffare. Associamo il nostro dolore a quello manifestato a ridosso del triste evento dai “rappresentanti dello stato, distratti e lontani da chi amministra con coraggio in quella terra difficile, e poi compostamente affranti, accanto ai loro corpi senza più calore” (E.Orzes).

Info: Mauro Moretto

cell. 320 7288186

Mail. chenonsisappia@email.it

giovedì 23 settembre 2010

ANCORA SUI MELETI INTENSIVI..

QUALCHE GIORNO FA IL PRESIDENTE DELLA COLDIRETTI DI TRENTO E VICE PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO TRENTINA HA RILASCIATO LA SEGUENTE INTERVISTA AL "CORRIERE DELLE ALPI" (per leggerla cliccare qui)

LA RISPOSTA DEL GRUPPO "COLTIVARE CONDIVIDENDO" E' STATA IMMEDIATA
per leggere l'articolo del Corriere che la riassume cliccare qui

Il Gruppo Coltivare Condividendo aveva già fatto una approfondita analisi sulla questione "modello trentino".. per leggerla cliccare qui

DI SEGUITO IL COMUNICATO DIFFUSO DAL GRUPPO COLTIVARE CONDIVIDENDO

BASTA CON LE ACCUSE GENERICHE !!!

Se il Sig. Calliari vuole accusare qualcuno lo faccia chiaramente ed apertamente. Non si limiti, come ha fatto in un intervista rilasciata a un giornale locale, a lanciare accuse generiche riguardo a presunte voci false diffuse relativamente alla questione meleti intensivi a Calliol.

Non è la prima volta che il Sig. Calliari lancia gravi accuse generiche, non dettagliate e per nulla precise. Infatti poco dopo il taglio di diverse centinaia di giovani meli nell’appezzamento cesiolino egli affermò perentorio “sono stati gli ambientalisti”. E qualcuno qui in provincia di Belluno sta ancora aspettando le sue scuse.
Questa volta ci sentiamo di chiedere con fermezza chiarimenti rispetto a tali accuse: quali sarebbero le voci messe in giro, chi e in che occasione avrebbe fatto ciò e soprattutto in che misura si tratterebbe di falsità?

Il Gruppo Coltivare Condividendo, che in varie occasioni si è interessato alla questione, non ha timore nel ribadire che ogni propria affermazione è sempre stata comprovata e basata da analisi, ricerche e dati scientifici. Per esempio abbiamo citato le analisi indipendenti svolte da cittadini della Val di Non che hanno prelevato (nelle loro case, in parchi e in spazi pubblici a oltre 70 m dai meleti intesivi) e fatto analizzare 13 campioni, riscontrando che 12 erano contaminati da una o più sostanze dannose alla salute. Ricordiamo che il Comitato della Val di Non ha eseguito circa 50 analisi chimiche da cui è emersa una contaminazione generalizzata in zone esterne a quelle agricole e perfino nelle urine dei bambini con valori superiori di parecchie volte a quelli di riferimento.
Ancora abbiamo citato i dati di Legambiente secondo cui sui 22 campioni di mele fatti analizzare in Trentino solo 1 è risultato privo di residui.
Non ci inventiamo noi i bollettini di interventi fitosanitari consigliati dall’ Istituto di S. Michele all’Adige in cui si elencano 41 trattamenti nel 2008 e 33 nel 2009 o ancora i cartelli con la scritta “Zona pericolosa – vietato sostare” posta a pochi metri da abitazioni di Calliol”.
E nessuno di noi intende cedere nemmeno di fronte al ricatto del lavoro, ai posti di lavoro creati per la popolazione locale. Potremmo ribattere con le decine di persone che negli ultimi anni nella nostra Provincia hanno avviato aziende agricole biologiche e che su questo modello stanno investendo tempo e denaro.


Siamo fermamente convinti che il cosiddetto “modello trentino” dopato da finanziamenti pubblici), basato su un agricoltura intensiva, super trattata e super concimata (anche con prodotti che lasciano perplessi medici e ricercatori) non sia l’ideale per questa nostra provincia. Né dal punto di vista ambientale e paesaggistico; né da quello economico ed occupazionale.
Ricordiamo che Secondo l’ISTAT nel 2007 la Provincia Autonoma di Trento é stato il più grande consumatore di prodotti fitosanitari per ettaro di superficie trattabile d’Italia con un valore pari a 57,60 kg/ha contro una media nazionale di 9,12 kg/ha (6,3 volte in piu): il Veneto ne consuma 15,45.

Crediamo invece molto in un’agricoltura sostenibile, nella biodiversità naturale e coltivata, nei prodotti a km zero e nella tipicità. Crediamo molto in un legame forte tra agricoltura, turismo, artigianato, ma anche tra chi produce e chi acquista, nella filiera corta, nell’opera importante dei GAS e dei cittadini che auto producono.
E di “esempi virtuosi” in questo senso ce ne sono davvero molto in questo nostro territorio (consorzi di tutela, cooperative agricole, le molte aziende biologiche, i tre importanti presidi Slow food cioè il fagiolo gialet, l’orzo e l’agnello d’ Alpago ecc..)

Non siamo contrari ad investimenti economici anche importanti, né siamo contrari alle persone che da fuori provincia credono nelle potenzialità di questo territorio. Chiediamo solo che chi si vanta di portare idee innovative e di fornire prodotti di ottima qualità lo faccia veramente, e non ricicli modelli che stanno dimostrando tutta la loro insostenibilità.
Ma cogliamo questa occasione anche per lanciare una proposta. Dato che sia il Sig. Calliari che l’amministrazione di Cesiomaggiore hanno a cuore la sorte degli abitanti di Calliol e che tutti si dicono convinti della salubrità del meleto intensivo, perché non sostengono, finanziano e appoggiano una “campagna di monitoraggio” dell’area, gestita e organizzata dai residenti della zona?
Una serie di analisi uguali a quelle svolte dai cittadini della Val di Non, fatte da un laboratorio indipendente scelto dai cittadini stessi.
Aspettiamo fiduciosi una risposta, convinti che dubbi e timori si dissolvano non lanciando accuse generiche ma con dati, confronto e trasparenza.
nella foto il cartello di "zona pericolosa-vietato sostare" posto vicinissimo a una delle case adiacenti il meleto intensivo)


Gruppo Coltivare Condividendo
www.coltivarcondividendo.blogspot.com

martedì 7 settembre 2010

UNA LOTTERIA CONTRO IL PROGETTO ALTANON


È iniziata in questi giorni la lotteria “Togli un mattone all’Altanon”. Il Comitato No Altanon, infatti, ha promosso una lotteria in città per ricavare gli ultimi fondi necessari a completare il finanziamento del ricorso al TAR contro la delibera sul piano Altanon, approvata dal consiglio comunale l’8 febbraio. Il primo premio è un viaggio per due persone (quattro giorni e tre notti) al Parco Nazionale delle Cinque Terre. A seguire, i premi in palio sono una city-bike, due buoni libri, due buoni spesa per prodotti biologici ed equosolidali, due cene per due persone, un buono per piantine biologiche e un quadro di Vettori. Altri premi verranno assegnati nel corso della serata di estrazione, che avrà luogo sabato 27 novembre, alle ore 18.30, nella sede del Wwf di Feltre (Centro Giovani di Farra). È possibile comprare i biglietti della lotteria già in alcuni negozi del centro che aderiscono all’iniziativa (Libreria Agorà, Libreria Pilotto, Bandalarga, Unisono, Bottega del Quadro), al prezzo di un euro a biglietto. Inoltre nelle prossime settimane saranno allestiti anche dei gazebo in centro città. L’obbiettivo del Comitato è quello di raggiungere i 5mila euro necessari a pagare il ricorso presentato al TAR. Ad oggi - grazie a donazioni spontanee, banchetti e conto postepay - sono stati raccolti circa 1500 euro.

per contattare il COMITATO NO ALTANON:
Gruppo Facebook “No agli scempi architettonici a Feltre”
Sezioni di Feltre di Wwf e Italia Nostra
Comitato Pra’ Gras

sabato 3 luglio 2010

STRISCIONE LUNGO LA FELTRINA: l'azione della rete dei comitati sta dando fastidio

dalla Tribuna di Treviso:
"PEDEROBBA. Lo avevano appeso nel corso della notte sul cavalcavia che sovrasta la statale Feltrina, all´altezza di Onigo, ma nella tarda mattinata era già sparito. Uno striscione di grosse dimensioni con scritte solidali nei confronti del sindaco Raffaele Baratto di fronte alle contestazioni, e alle provocazioni che da tempo gli vengono rivolte in tema ambientale...."








DI SEGUITO IL COMUICATO DIFFUSO DALL'ASSOCIAZIONE ARIANOVA E DALLA RETE "CHENONSISAPPIA"

NON SIAMO NOI I “3-4 FALSI AMBIENTALISTI MORALISTI”: SIAMO CITTADINI E SIAMO MOLTI DI PIU’!

CHENONSISAPPIA e ARIANOVA rispondono alla provocazione anonima e chiedono al Sindaco un incontro pubblico.
Come molti automobilisti di passaggio, anche noi abbiamo visto e letto venerdì mattina lo strano striscione “pro-Baratto” appeso in Feltrina. E’ facile presumere che gli autori di questo gesto volessero rivolgersi a noi ed alla nostra attività. E questo non può che farci felici; finalmente le nostre azioni dimostrative e di sensibilizzazione stanno portando ad un primo risultato: smuovere le coscienze a lungo sopite.
Non ci sentiamo, però, i destinatari di questa singolare comunicazione.

La Rete CHENONSISAPPIA e ARIANOVA non sono “3-4 ambientalisti” ma tanti cittadini e numerose famiglie.
CHENONSISAPPIA è formata da 12 associazioni che raggruppano centinaia di persone che vivono nella Pedemontana.
AriaNova invece ha il sostegno di oltre 4200 cittadini che hanno deciso di firmare la nostra prima petizione contro l’incenerimento dei pneumatici presso la Cementi Rossi.

L’attività di sensibilizzazione non minaccia affatto dei posti di lavoro e mira solo ad evitare che la Pedemontana rimanga e diventi ancora di più in futuro, un luogo inquinato e invivibile, per l’interesse di pochi a danno di tutti gli altri.

Siamo comunque felici di rilevare come la società civile si stia mobilitando per difendere una propria idea, un proprio valore ed un proprio Sindaco. Il dibattito è sempre auspicabile e costruttivo. Sarebbe corretto però che gli autori di questo atto dimostrativo si presentassero pubblicamente, come abbiamo fatto più volte noi, per sostenere ed esporre pubblicamente le proprie idee e non nascondendosi dietro uno striscione commissionato ad una tipografia.

Grazie a questa iniziativa, cogliamo l’occasione di proporre nuovamente al Sindaco un INCONTRO PUBBLICO RIVOLTO AI CITTADINI DI PEDEROBBA: per illustrare i risultati del monitoraggio dell’ARPAV e spiegare perché, secondo il Sindaco, non è necessario preoccuparsi, né prendere alcun provvedimento concreto a limitazione delle emissioni inquinanti.
Riteniamo, infatti, che questo incontro sia il minimo che il Sindaco debba fare di fronte all’inquinamento da metalli pesanti, diossina e Idrocarburi Policliclici Aromatici, ma anche di fronte alla prospettiva di due nuovi coinceneritori e il previsto trattamento di 10 milioni di pneumatici a Possagno.

Associazione AriaNova
Rete Chenonsisappia
www.associazionearianova.it
info@associazionearianova.it