lunedì 31 dicembre 2012

LA SALUTE INNANZITUTTO....

IN QUESTO 2012 SONO STATI MOLTI GLI EPISODI CHE HANNO "CONTRAPPOSTO" DIRITTO AL LAVORO (definizione molto opinabile se riferita a taluni luoghi di lavoro e situazioni lavorative) E DIRITTO ALLA SALUTE..

EMBLEMATICI LA CONDANNA DEI DIRIGENTI DELLA ETERNIT .. (a parziale "risarcimento" delle centinaia di vittime dell'amianto) ..MA ANCHE I MOLTI "CASI" E SITUAZIONI CHE, IN VARIE ZONE D'ITALIA CI HANNO FATTO CAPIRE CHE I CITTADINI (nonostante la crisi) NON SONO PIU' DISPOSTI A SUBIRE PASSIVAMENTE O A DELEGARE UN POTERE POLITICO SEMPRE MENO CAPACE DI TUTELARE GLI INTERESSI E I BENI COMUNI..

PER CONCLUDERE SIMBOLICAMENTE QUESTO 2012 POSTIAMO SU QUESTO BLOG UNA LETTERA DI UNA MAMMA CHE DOVREBBE FAR RIFLETTERE NON POCO..E DARE SPERANZA.. FIN CHE C'È GENTE COSÌ IL MONDO NON SARÀ SOLO IN BALIA DI AFFARISTI E SPECULATORI.. DI DEVASTATORI E TRAMACCIAONI.. (che evocano sempre il "progresso" per giustificare mere speculazioni)


'Venga a visitare i nostri bambini devastati dal cancro, li guardi negli occhi e sostenga il loro sguardo, se ci riesce, gli spieghi perché lo Stato ha preferito darli in pasto a quel mostro che ha distrutto il nostro mare, violentato la nostra terra, insozzato il nostro cielo''. A scriverlo è Tonia Marsella, cittadina tarantina, in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, dopo la firma – e la riscrittura - da parte di Napolitano del decreto del governo sulla vicenda dell'Ilva.

"Avevo davvero riposto in lei la mia fiducia, credevo che fosse una persona per bene, che difendesse la nostra Costituzione. Credevo che quei valori, di cui tanto parla, fossero davvero radicati in lei e fossero il punto di riferimento per ogni sua azione, per ogni sua decisione. Credevo che avrebbe scelto la vita e non la morte.. E invece ha firmato la nostra condanna" scrive la donna nella missiva resa nota dal comitato ambientalista "Donne per Taranto".
"La condanna di una città sacrificata da anni in nome del profitto più squallido e criminale, abbandonata nelle mani di una famiglia di imprenditori senza scrupoli, plurindagati e pluricondannati e tutt'oggi agli arresti domiciliari o addirittura latitanti - scrive Marsella -. Come credere ancora nello Stato Italiano? Come credere nella politica e in chi dovrebbe difendere e promuovere il bene comune..e invece ci ha rubato anche il diritto alla vita? A Taranto c'e' un'ordinanza del sindaco che vieta il pascolo entro un raggio di non meno di 20 km attorno all'area industriale...ma in quei 20 km noi ci viviamo. Vivono i nostri bambini. Le pecore e le capre sono state uccise...ora lo Stato uccide anche noi...per decreto. Ho bisogno di sapere da lei, signor presidente, cos'hanno di diverso i bambini di Genova rispetto ai nostri".
"Perché lì l'area a caldo é stata chiusa in quanto incompatibile con la città, e la produzione spostata a Taranto? Chi ha compiuto il "miracolo" rendendola "compatibile"? Venga qui venga a visitare i nostri bambini devastati dal cancro (e non solo), li guardi negli occhi e sostenga il loro sguardo, se ci riesce, gli spieghi perché lo Stato ha preferito darli in pasto al Mostro, quel mostro che ha distrutto il nostro mare, violentato la nostra terra, insozzato il nostro cielo. Dica alle loro mamme - conclude la lettera - che la malattia e la morte del figlio é necessaria altrimenti cala il Pil

UNA BELLA VITTORIA DEL COMITATO DI FORTOGNA

APPRENDIAMO CON SODDISFAZIONE DELLA CONDANNA DELLA METALBA (LA FONDERIA DI FORTOGNA) ..
CIO' CONFERMA.. SE CE NE FOSSE BISOGNO.. CHE LA DETERMINAZIONE DEI CITTADINI.. IL LORO IMPEGNO PUO' OSTACOLARE O IMPEDIRE IL PERPETRARSI DI DEVASTAZIONI E ILLECITI

UN GRAZIE IMMENSO ALLA GRANDE CARLA FELTRIN E AL COMITATO DI FORTOGNA

(di seguito l'articolo comparso sul corriere dell alpi)

LONGARONE. Condannato a due mesi di arresto convertiti in un’ammenda da 2.280 euro per aver emesso elementi inquinanti nell'atmosfera oltre i limiti di legge. Assolto perché il fatto non sussiste per aver avviato l'attività del secondo forno, quello più grande da 30 tonnellate, senza l'autorizzazione specifica della Provincia. È la sentenza emessa dal giudice Elisabetta Scolozzi nei confronti del direttore dello stabilimento longaronese della Metalba Fabrizio De Battista, 43 anni di Farra d'Alpago (difeso dall'avvocato Nicola Bardino del foro di Venezia). Una sentenza molto attesa sia tra i dipendenti dello stabilimento, che tra i cittadini di Fortogna che da anni segnalano il problema delle emissioni in atmosfera delle polveri inquinanti.
Il processo, com’è noto, ruotava attorno a due questioni: se sia stata una modifica sostanziale l'attivazione, nel novembre 2007, del nuovo forno da 30 tonnellate di fusione di alluminio alla Metalba e se siano state commesse delle omissioni nell'effettuazione delle misure periodiche sui micro-inquinanti emessi in atmosfera.
Quella di ieri doveva essere un’udienza dedicata alle repliche in quanto la discussione s’era già tenuta due settimane prima. Ma le repliche si sono trasformate in una sorta di mini-discussione con pubblico ministero Sandra Rossi che ha affondato il colpo nei confronti dei tecnici dell’Arpav, testimoni al processo, per le loro deposizioni “contraddittorie ed approssimative”.
Dopo la lettura della sentenza, largo alle reazioni. Carla Feltrin, una componente del Comitato di Fortogna per la salvaguardia della salute e dell'ambiente, costituito parte civile nel processo con l’avvocato Gino Sperandio, si è dichiarata soddisfatta. «La sentenza - spiega - è il segnale che ci aspettavamo. Il risarcimento che non ci è stato riconosciuto? Noi siamo qui perché siamo preoccupati per la nostra salute, non per ottenere soldi. Questa sentenza è anche un segnale alle aziende in generale perché rispettino la legge ed i cittadini».
Il suo legale, l’avvocato Sperandio, incalza: «Leggeremo le motivazioni della sentenza e poi trarremo le conseguenze. A nostro avviso c’erano gli estremi per la condanna anche per l’altro capo d’accusa, perché l’introduzione del nuovo forno è una modifica sostanziale».
Anche il legale di De Battista, l’avvocato Bardino, attende di leggere le motivazioni prima di entrare nel merito: «Siamo soddisfatti - spiega - perché è stato riconosciuto che l’introduzione del nuovo forno non fu una modifica sostanziale. Per quanto riguarda il presunto inquinamento, va detto che l’azienda negli ultimi anni (non oggetto del capo d’accusa) ha introdotto nuovi ed efficaci dispositivi per abbattere le polveri. Siamo soddisfatti anche perché è stata respinta la richiesta risarcitoria della parte civile».

domenica 11 novembre 2012

UNA BELLA VITTORIA !!!




RIPORTIAMO IL COMUNICATO DI BELLUNO PIÙ RELATIVO ALLA VITTORIA IN CASSAZIONE SULLA QUESTIONE CENTRALE IN VALLE DEL MIS..  

E’ notizia di questa mattina che la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comitato Bellunese Acqua Bene Comune, del WWF Italia, del Cai Veneto e degli Amici del Parco contro la realizzazione di una centrale idroelettrica in Valle del Mis. Una sentenza importante che ribalta il verdetto della Tribunale Superiore delle Acque che sorprendentemente aveva dato ragione ai proponenti dell’opera, la ditta bresciana Eva Valsabbia del presidente Chicco Testa.
Sembra volgere positivamente al termine una vicenda nata nel 2008 quando la Eva Valsabbia ottiene le prime autorizzazioni dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e successivamente dalla Regione Veneto per realizzare una centrale che prevede una condotta forzata di circa un kilometro e mezzo e con  un diametro di oltre un metro, posta all’interno dei confini del Parco, in zona Sic/Zps e patrimonio Mondiale dell’Umanità, un’area altamente protetta e vincolata dove lo stesso Piano del Parco vieta la realizzazione di qualsiasi nuovo manufatto che non rientri nel piani istituzionali dell’Ente stesso.
A marzo del 2012 però, la ditta bresciana dà inizio ai lavori dopo aver vinto il ricorso al tribunale superiore delle Acque, forte della sentenza che affermava che l’opera poteva essere realizzata perché era da considerarsi un’attività di tipo tradizionale in quanto l’idroelettrico è fortemente presente dal dopoguerra nella Provincia bellunese e soprattutto perché sarebbe servita ad elettrificare le strutture turistiche del Parco in Valle del Mis.
Un falso come lo stesso Presidente del Parco Fiori avrebbe affermato poco dopo in una trasmissione di Report dedicata alla vicenda, nella quale emergeva chiaramente come l’energia elettrica prodotta sarebbe unicamente servita all’attività speculativa dei proponenti.
Nonostante questa prima sconfitta il Comitato Acqua Bene Comune di Belluno è andato avanti nella battaglia insieme ai frazionisti della Valle che nel frattempo avevano rivendicato il diritto di “riscattare” le terre dove erano iniziati i lavori perché sono terreni di uso civico, quindi storicamente beni comuni di loro proprietà, dopo che una carta della regione Veneto dichiara che la Eva Valsabbia li avrebbe occupati illegittimamente.
In luglio viene organizzata un’importante mobilitazione che porta in Valle oltre un migliaio di persone e che si conclude con l’ingresso dei manifestanti nel cantiere dove vengono piantati degli alberi in risposta alla devastazione delle ruspe della ditta Alpen Bau di Bolzano che ha ottenuto l’appalto per la costruzione della centrale.
La manifestazione ottiene il dietro front del nuovo consiglio direttivo del Parco che si schiera contro la realizzazione dell’opera, mentre a fine agosto la Procura della Repubblica pone sotto sequestro una parte del cantiere in quanto, secondo le rilevazioni del Corpo Forestale dello Stato, sembrano esserci delle difformità dei lavori rispetto al progetto.
Uno stop che dura poco, infatti l’avvocato della Valsabbia nonché deputato del Pdl Maurizio Paniz riesce ad ottenere il dissequestro di cui non sono stare ancora rese pubbliche le motivazioni.
Nel frattempo i lavori procedono speditamente. L’obiettivo della Valsabbia è di concludere il cantiere entro il 31 dicembre 2012 per evitare una diminuzione degli incentivi verdi e quindi dei profitti.
A facilitare il compito alla ditta bresciana ci si mette anche l’amministrazione comunale di Gosaldo, che nonostante le contestazioni del comitato dà il via libera alla conciliazione dei terreni di uso civico in barba al volere assembleare dei frazionisti.
Si arriva infine, alla sentenza di oggi che ristabilisce la verità sull’intera vicenda.
Ora si apre una fase nuova, dove gli organi competenti in primis il Parco, in quanto ente predisposto alla tutela di quel territorio, hanno il dovere di chiedere il blocco definitivo dei lavori, il ripristino dell’area e i danni ambientali.
Inoltre devono emergere le responsabilità politiche di chi ha permesso questa devastazione ambientale. Chi ha sbagliato deve pagare, perché la nota più stonata di questa vicenda è stato proprio il disinteresse generale della politica bellunese, a partire dai parlamentari fino agli amministratori locali.
Contro tutto e contro tutti una piccola grande comunità di cittadini e cittadine bellunesi che hanno a cuore il proprio territorio ha avuto la forza di andare avanti anche nei momenti difficili anche quando la Valsabbia aveva chiesto un milione e mezzo di euro di danni ai firmatari del ricorso.
Oggi, grazie a queste persone, il territorio bellunese rialza la testa contro i vecchi e nuovi speculatori dell’acqua. Una importante vittoria che dimostra come anche su una vicenda che sembrava oramai conclusa non si deve mai smettere di lottare.
Una vittoria che ridà nuova forza ad una battaglia in difesa di un territorio oggi più che mai sotto attacco, dove il 90 per cento delle sue acque è già artificializzato per scopi idroelettrici e irrigui e sul restante 10 per cento incombono altre 130 nuove richieste di impianti idroelettrici.
La battaglia dell’acqua continua!
Questo è solo l’inizio.
Redazione BL+


COMUNICATO COMITATO BELLUNESE ACQUA BENE COMUNE
E’ con immensa soddisfazione che comunichiamo la vittoria in Corte di Cassazione del ricorso del Comitato Acqua Bene Comune e del WWF contro la realizzazione della centrale idroelettrica ValSabbia in valle del Mis; un risultato ottenuto dall’impegno, dalla generosità, dal coraggio, di tante cittadine e cittadini, comitati, associazioni, usi civici che in questi hanni si sono mobilitati in difesa di questa valle e lo hanno fatto per la difesa del bene comune, per il diritto dell’ambiente, per la credibilità del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e del riconoscimento di Dolomiti Unesco. Un provvedimento che evidenzia le responsabilità di chi doveva controllare e non ha controllato, di chi doveva tutelare e non ha tutelato, di chi doveva difendere la dignità dei luoghi e di quelle comunità e non lo ha fatto.
Grazie quindi a tutte e tutti coloro che ci hanno creduto, a tutti coloro che non si sono fatti intimidire da richieste di danni milionarie, a tutti coloro che sono usciti dalle proprie case per difendere la casa comune.
Da subito stop ai lavori e dopo
che festa sia…
Comitato Acqua Bene Comune

martedì 9 ottobre 2012

Vajont..

9 ottobre 1963
.. Vajont..

sono passati quasi 50 anni da quella tragica tragedia che ha sconvolto non solo Longarone ma l'intera provincia di Belluno. 
Una ferita indelebile che purtroppo non ci ha insegnato nulla

Ora come allora si continuano a proporre/imporre progetti devastanti che deturpano ambiente, paesaggio.. che mettono a rischio la salute dei cittadini.. che hanno come unico scopo quello di far arricchire i soliti noti.. gli amici degli amici.. di consolidare poteri e ignorare la voce di chi vive quella terra.. di chi fa indagini ..di chi..si costituisce in comitato per difendere il suo presente e il suo futuro..

se andata a visitare il cimitero delle vittime del Vajont fatevi un giro nei paraggi e magari andate  a trovare Carla Feltrin.. fatevi raccontare il suo tortuoso cammino.. le sue "battaglie" per denunciare la difficoltà di "vivere" a due passi da una fonderia.. 
Ascoltatela..guardatela negli occhi e forse capirete cosa significa amare la propria Terra.. dedicarle tempo, energia, risorse.. avendo contro poteri forti e consolidati.. o l'indifferenza/inerzia dei troppi rassegnati di questa nostra martoriata Terra..

Grazie Carla per averci insegnato cosa significa la parola DIGNITA'

... in te vive l'essenza di chi sa ancora lottare contro i troppo "Vajont" che stuprano la nostra Terra.. la nostra anima

venerdì 31 agosto 2012

SEQUESTRATI I CANTIERI IN VALLE DEL MIS


 UNA BELLA NOTIZIA !!!!!!!
 
Il Corpo forestale dello Stato ha messo i sigilli, martedì 28 agosto, ai cantieri per la realizzazione di una centrale idroelettrica nella valle del Mis, all'interno del Parco nazionale delle Dolomiti bellunesi. Il progetto è promosso da Energie Valsabbia (Eva), società presieduta da Chicco Testa, come descritto da Ae nel marzo del 2011. I lavori erano iniziati dopo che il Tribunale superiore delle acque aveva respinto il ricorso dei comitati, secondo i quali le autorizzazioni concesse dall'Ente parco violavano il regolamento del Parco stesso. Secondo un articolo del Corriere delle Alpi, queste violazioni sarebbero alla base del sequestro disposto dal Corpo forestale dello Stato. 

L'azienda di Gavardo, nel bresciano, ha diffuso giovedì 30 agosto un comunicato stampa nel quale, "in merito allo stato dei lavori riguardanti la realizzazione della centrale idroelettrica sul torrente Mis, il Gruppo EVA Energie Valsabbia S.p.A. informa che i lavori sul cantiere stanno procedendo secondo il cronoprogramma già definito. Le analisi che sono in corso di svolgimento da parte delle competenti autorità riguardano una piccola parte dei lavori sui quali sono state contestate incongruità ed incompatibilità autorizzative per la presenza di usi civici con destinazione pastorale e per l’esatto tracciato delle condotte sugli stessi terreni". In merito a tali analisi Valsabbia intende "sottolineare la piena fiducia nelle autorità competenti ed in particolare nell’Autorità Giudiziaria per una tempestiva e giusta definizione delle questioni oggetto delle analisi. A questo proposito si informa che il Tribunale Superiore delle Acque con la sentenza n.6 del 16 gennaio 2012 ha già confermato la piena validità ed efficacia di tutte le autorizzazioni rilasciate a favore della scrivente dalla Regione Veneto, dal Comune di Gosaldo e dal Parco delle Dolomiti Bellunesi e di tutti gli altri Enti pubblici coinvolti nei complessi e meticolosi iter autorizzativi già svolti.
Preme confermare -conclude la nota di Valsabbia- che la società ha svolto e svolge le proprie attività nel pieno e assoluto rispetto delle autorizzazioni, delle normative vigenti e soprattutto degli accordi sottoscritti con il Comune di Gosaldo del 2007 nei quali il Comune di Gosaldo si è impegnato irrevocabilmente a concedere tutte le servitù ovvero, se necessario, a cedere alla scrivente i tratti sopra richiamati oltre che a porre in essere tutte le procedure amministrative necessarie a tale scopo. Sorprendono infine le contestazioni in merito al tracciato delle condotte nel tratto sopra richiamato in quanto lo stesso tracciato è stato condiviso formalmente e nel dettaglio con tutti gli Enti preposti tra i quali lo stesso Comune di Gosaldo".

Proprio l'amministrazione comunale di Gosaldo, territorio su cui insiste il cantiere per la centrale idroelettrica di Valsabbia in Valle del Mis, ha convocato un consiglio comunale, in programma domani (sabato primo settembre, ndr), "per proporre probabilmente -spiega il Comitato acqua bene comune di Belluno- un provvedimento di cambiamento della destinazione d'uso di una parte dei terreni finiti sotto sequestro, che passerebbe da usi civici a terreni liberi da vincoli, per cui potenzialmente alienabili".
"Il percorso, tuttavia, non sarebbe immediato. Perché questa espressione di volontà dell'amministrazione dovrà essere inviata al vaglio della Regione, che dovrebbe recepirla. Abitualmente -racconta Valter Bonan, del Comitato- il cambiamento dovrebbe comunque essere motivato da un interesse collettivo".
Di fronte ai sigilli posti al cantiere, tuttavia, una eventuale decisione dell'amministrazione comunale comporterebbe, di fatto, "la formalizzazione  delle incongruenze dell'intervento come è avvenuto finora: documenterebbe, formalmente, che fino alla data di domani (al 1° settembre 2012, ndr) Valsabbia ha impropriamente occupato uno spazio riconosciuto come 'uso civico'".
In questo senso, come riconosciuto in un parere espresso a fine giugno 2012 dalla Regione Veneto, “i contratti di concessione delle terre di uso civico stipulati in assenza della prescritta autorizzazione al mutamento di destinazione di terreni […] sono nulli” e pertanto "l’effettuazione dei lavori da parte della società Eva Energia Valsabbia sui terreni di uso civico […] si configura come occupazione senza titolo dei terreni medesimi”. Durante il consiglio comunale davanti al municipio di Gosaldo si svolgerà un presidio, convocato dal Comitato acqua bene comune di Belluno. 

domenica 26 agosto 2012

EMERGENZA FAGIOLI.. E' VITALE INFORMARE..



COSE' È CAPITATO QUEST'ANNO AI NOSTRI FAGIOLI??
VIROSI DEL FAGIOLO (mosaico comune)

Come stanno i tuoi fagioli quest'anno?
..questa è sicuramente una delle domande più comuni in questa calda estate..
..una domanda a cui segue spesso uno scuotere sconsolato del capo..

..ma cosa è accaduto ai nostri fagioli quest'anno?
Ce lo siamo chiesti anche noi..e abbiamo deciso di girare la domanda a tecnici ed esperti. Mettendo a frutto le tante conoscenze, contatti, relazioni acquisite nel tempo sia dal Gruppo Coltivare Condividendo che dall'associazione Dolomiti bio. Due realtà che credono in un agricoltura sana, sostenibile, biologica basata su biodiversità e coltivazioni tipiche ma anche e soprattutto sulle relazioni e la condivisione

Le risposte che abbiamo ottenuto sono state univoche.. è colpa di una virosi del fagiolo.. il mosaico comune.. Quindi non è colpa del clima anomalo (che ha tuttalpiù contribuito), ma di un qualcosa che da tempo minaccia le nostre coltivazioni e che quest'anno ha avuto un accelerazione improvvisa quanto letale

La malattia si è manifestata in vari modi: foglie deformate, più piccole del solito, con decolorazioni che ricordano le tessere di un mosaico; nanismo della pianta; aspetto cespuglioso; accartocciamento e bollosità delle foglie. Le piante ammalate possono rimanere vive ma essere improduttive, possono velocemente deperire fino a seccare (caso non raro quest’anno), oppure possono tollerare la presenza del virus ed essere più o meno produttive.
Ma quale è la causa principale di diffusione di questo virus? Il virus si propaga da un anno all’altro attraverso la semente infettata, il più delle volte raccolta inconsapevolmente dai coltivatori da piante ammalate che non hanno saputo riconoscere come tali.
Infatti, spesso il seme non manifesta anomalie rispetto alle caratteristiche ritenute normali ed è questo che inganna quei coltivatori che selezionano la semente da usare l’anno che verrà solo considerando le caratteristiche estetiche del seme sgranato e non anche lo stato di salute della pianta-madre. La riproduzione ripetuta di piante nate da semi malati porta ad un progressivo decadimento genetico delle coltivazioni che, di anno in anno, perdono vigore e produttività. (già nel 2011 la situazione era evidente sul fagiolo di Lamon, e tutti ne abbiamo sottostimato la rapidità di diffusione)

Ad aumentare la diffusione del virus ha contribuito in maniera decisiva una massiccia presenza di afidi che quest'anno hanno sviluppato dense colonie sulle coltivazioni e poi, disperdendosi di orto in orto, hanno trasmesso la malattia a numerose piante che prima erano sane, incrementando in modo significativo la percentuale di piante di fagiolo infette. E’ cosa ben nota che l’afide sia il più potente vettore della virosi del Mosaico Comune del fagiolo e quest’anno ha impartito un’accelerazione alla diffusione della virosi che già, nella trasmissione per seme, era esponenziale

Ma arrivati a questo punto..che facciamo? Come detto una delle prerogative sia di Dolomiti bio che di Coltivare Condividendo è quello di informare..di condividere conoscenze e creare consapevolezza. Pertanto riteniamo indispensabile infrangere il silenzio che avvolge la questione e avviare una azione informativa (usando mail, volantini, conferenze, contatti personali ecc..) affinchè si sappia e si abbia coscienza della situazione molto critica. Stiamo già diffondendo una serie di relazioni tecniche e di consigli di esperti da noi contattati. Porteremo e diffonderemo il più possibile materiale informativo e dei volantini creati ad hoc in fiere, mercati, mostre Chiediamo la collaborazione di tutti in questa azione informativa !!!
Tra le azioni molto concrete e pratiche da fare, c'è innanzitutto l' avere cura delle sementi che abbiamo accantonato. (è indispensabile riprendere l'antica abitudine di accantonare la semente, due o tre volte superiore a quella che usiamo di solito)
Molto importante anche andare in campo e segnare tutte quelle piante che non manifestano i sintomi della virosi (anche se cio' nn significa che siano sane) Le proteggeremo poi dagli attacchi degli afidi (con tecniche biologiche) e preleveremo solo e unicamente da quelle piante sane i semi che useremo negli anni a venire
E' importante non prelevare semente da piante malate (come detto il virus dimora nella semente e rischiamo di accantonare semente infetta)

Siamo consapevoli che per le varietà di fagiolo più diffuse e utilizzate da professionisti è ipotizzabile e auspicabile si pensi a un progetto di “pulitura della semente” (cosa che fu fatta nel 1997 quando coltivatori e Regione Veneto iniziarono un impegnativo programma di risanamento della semente, concretizzatasi dopo alcuni anni nella produzione di popolazione di sementi-virus esenti consegnata ai coltivatori.
Purtroppo è mancato un approccio territoriale sistematico e nel giro di pochi anni la situazione si è ripresentata in forma forse ancor più grave ed estesa).
Ma cio' è improponibile per le oltre 30 varietà di fagioli che sono stati censiti e classificati (come sementi antiche e locali) della provincia di Belluno.
Quindi diventa indispensabile un azione diffusa e capace di recuperare vecchi saperi e acquisire nuove tecniche di coltivazione (in programma la sperimentazione di tecniche biodinamiche o omeodinamiche ) e riproduzione affinchè questo enorme patrimonio di biodiversità non vada perso

Noi, seguiti da alcuni tecnici stiamo avviando un progetto di salvaguardia di sementi locali. Useremo semente “vecchia” e accantoneremo solo in minima parte semi di questo 2012. Nel frattempo stiamo individuando alcuni appezzamenti isolati e possibilmente siti a 1100-1300 m slm, saranno i nostri “campi per la semente”

Sappiamo che ci attende un lavoro sicuramente arduo e impegnativo ma indispensabile anche per salvaguardare una preziosa risorsa dell' agricoltura bellunese, in cui molti giovani credono e vi stanno investendo energie e risorse
Siamo a disposizione di tutti per diffondere conoscenze e pratiche, per confrontarci e collaborare . consapevoli che più le informazioni circolano e non restano imbrigliate tra burocrazie e chiusi in luoghi e stanze.. più questa nostra terra né trarrà beneficio.. e noi con essa..
Questo è il volantino che stiamo distribuendo.. perchè non lo stampi e lo distribuisci anche tu nella tua zona??

sabato 14 luglio 2012

22 LUGLIO MARCIA IN VALLE DEL MIS (BL)

APPELLO PUBBLICO

22 LUGLIO MARCIA IN DIFESA DELLA VALLE DEL MIS

IN DIFESA DELLE DOLOMITI

Stanno distruggendo la Valle del Mis. Una bellezza senza tempo. Quello che la natura e l’acqua hanno creato in migliaia di anni, rischia di essere distrutto per sempre.
Dove prima c’era un torrente, con i suoi salti, i suoi rivoli, le sue pozze, ora stanno mettendo un tubo, diritto, sempre uguale a se stesso. Freddo, artificiale. Dove prima c’erano sassi, oggi c’è cemento.
Un’intera valle ingannata, da uomini in giacca e cravatta. Valigette piene di interessi in cambio di un Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Un’intera valle svenduta, umiliata, derubata. Predatori senza scrupoli ce la stanno portando via. Con violenza. Armati di braccia meccaniche.
Dove dovrebbe esserci un Parco, il parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, oggi c’è la Valsabbia spa di Brescia. Recinta, scava, martella, espropria.
Ma non è il rumore delle ruspe che cancella il suono dell’acqua. Non sono i cingolati che calpestano quella valle. Quello che fa più rabbia sono le menzogne, gli inganni che fan parte di questa vicenda.
L’abuso su terreni che per secoli erano di uso civico, ora sfruttati ad uso privato.
Funzionari insensibili che sventolano permessi e autorizzazioni. Imprese che scavano dove non dovrebbero.
Ma soprattutto la codardia di chi potrebbe intervenire e non lo fa. Di una politica che con una mano getta la spugna e con l’altra incassa come già in passato.
Semplicemente una brutta storia. Uno schifo che va riempito d’amore, della gioia di una comunità che non si arrende, che vuole riprendersi quella valle, che vuole riprendersi quel bene comune. Che vuole difendere le Dolomiti e i suoi fiumi da centinaia di storie come questa. Tante sono le richieste per nuove centrali idroelettriche.
Però di acqua, non ce n’è più. 200km di tubi se la sono già bevuta quasi tutta. Un 10% resiste, come noi. Ma ora la partita si fa decisiva, non solo in Valle del Mis.
Proprio in questo periodo in Regione si sta discutendo un disciplinare sulle richieste per le nuove centraline.
Una moratoria sarebbe il giusto, il blocco per le centrali in zone di interesse comunitario e di alto valore naturalistico, il minimo.
Una partita da vincere.
Per questo ci appelliamo a tutti voi, a tutte le associazioni, movimenti, comitati, gruppi, singoli cittadini e cittadine che lottano per i beni comuni, che vogliono difendere le Dolomiti Patrimonio Mondiale dell’Umanità, che vogliono fermare lo sfruttamento irrazionale e privatistico dei fiumi.
Il 22 luglio venite in Valle del Mis, vi aspettiamo!
PER ADESIONE-PARTECIPAZIONE: acqua.belluno@libero.it
COMITATO BELLUNESE ACQUA BENE COMUNE

INFO UTILI

PARTENZA MARCIA: ORE 11 DA LOCALITA’ LA SOFFIA
ARRIVO: LOCALITA’ PONTE TITELE NELLA ZONA DEL CANTIERE
RITROVO: IN LOCALITA’ PIAN FALCINA A PARTIRE DALLE ORE 9:00
DISTANZA: CIRCA 5 KM – STRADA ASFALTATA, PERCORSO ALLA PORTATA DI TUTTI. CONSIGLIATE SCARPE COMODE E CAPPELLINO
SARA’ DISPONIBILE UN SERVIZIO NAVETTA FINO ALLE ORE 10:45 CHE PORTERA’ I PARTECIPANTI AL CONCENTRAMENTO DELLA MARCIA IN LOCALITA’ LA SOFFIA. E’ IMPORTANTE GIUNGERE IN VALLE IL PRIMA POSSIBILE (DALLE ORE 9:00) PER CONSENTIRE IL TRASFERIMENTO CON LE NAVETTE.
AIUTACI A RIDURRE IL NUMERO DELLE MACCHINE. ORGANIZZATEVI PER RIEMPIRE LE MACCHINE.
Per raggiungere la Valle del Mis con il minor numero possibile di automobili, consigliamo di arrivare a Sospirolo, localita’ Pian Falcina, utilizzando il servizio di carpooling BlaBlaCar.
Se cercate un passaggio, collegatevi al sito www.blablacar.it e scrivete Sospirolo nella casella “Città di arrivo”.
Se invece volete mettere a disposizione uno o più posti liberi nella vostra auto, cliccate sul tasto “Offri un passaggio”.
La registrazione al servizio è semplice e gratuita.
Per informazioni: info@bellunosimuove.it
MEGLIO IN BICI! PORTA LA TUA BICICLETTA COSI’ PUOI LASCIARE LA TUA MACCHINA FUORI DALLA VALLE.
INFO PER PARTECIPARE ALLA MARCIA IN BICI
Ritrovo per tutti (sia chi viene da Belluno che da S. Giustina e Feltre, sia chi arriva da casa in bici che in macchina): ore 9.45, Piazza della frazione di Mis (vicino ristorante Alla Certosa).
Per chi parte da Belluno direttamente in bici: ritrovo in piazza dei Martiri, ore 8.30.
Dalla piazza di Mis si partirà tutti assieme in bici per la breve salita che porta al bivio di Volpez e all’ingresso in valle. Sosta alla Soffia (ore 11) e poi, secondo le indicazioni degli organizzatori, si proseguirà in bici per Ponte Titele, punto finale della marcia e riunione di tutti i partecipanti.
Ci sarà un piccolo ristoro e si consumerà il pranzo al sacco. Stesso percorso al ritorno.
Difficoltà: facile (media per chi parte da Belluno o Feltre in bici).
Bici consigliata: mountain bike o city bike. Camera d’aria di ricambio, raccomandato il casco.
Attenzione: date le numerose gallerie è necessario munirsi di fanalini anteriori e posteriori e giubbino riflettente.
Referente per il gruppo bici (sia a Belluno che a Mis): Marcella, 333 8582634.
POSSIBILITA’ DI RIENTRO IN NAVETTA ALLA FINE DELLA MARCIA.
MUNIRSI DI ACQUA E PRANZO AL SACCO. PICCOLO RISTORO ALL’ARRIVO DELLA MARCIA.
COME ARRIVARE IN VAL DEL MIS:
DA BELLUNO: SEGUI PER AGORDO – IN LOCALITA’ MAS DI SEDICO SEGUI PER VAL DEL MIS
DA FELTRE: SEGUI PER SOSPIROLO POI PER VAL DEL MIS
DA USCITA A 27: USCITA BELLUNO – DA BELLUNO SEGUI PER AGORDO – IN LOCALITA’ MAS DI SEDICO SEGUI PER VAL DEL MIS

 

domenica 17 giugno 2012

UNA GRANDE MINACCIA..le "CENTRALI A BIOGAS"

VIVERE IN UN AMBIENTE SANO, NUTRENDOSI CON CIBO SANO (E MAGARI AUTO PRODOTTO) E POTER PARTECIPARE ALLE DECISIONI CHE CONDIZIONANO IL PRESENTE E IL FUTURO DI UNA COMUNITA', SONO DA SEMPRE DELLE PRIORITA' PER IL COMITATO PRA' GRAS.

CIO' CI HA INDOTTO A PROMUOVERE UNA SERIE DI INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E DI STIMOLO ALLA PARTECIPAZIONE DEI NOSTRI CONCITTADINI. UN QUALCOSA CHE IN QUESTI ANNI H ADATO DEGLI OTTIMI RISULTATI E CHE CI INDUCE A NON ABBANDONARE QUESTO NOSTRO AGIRE.
E' PER QUESTO MOTIVO CHE CI PRESTIAMO A LANCIARE UN ENNESIMO APPELLO RIVOLTO SIA AI NOSTRI CONCITTADINI MA ANCHE AGLI AMMINISTRATORI FELTRINI (E NON SOLO).
UN APPELLO STIMOLATO DA MOLTE VOCI CHE CI RACCONTANO DI ALCUNI "PROCACCIATORI" INTENTI A CONTATTATI VARIE AMMINISTRAZIONI FELTRINE PER PROPORRE L'INSTALLAZIONE DI CENTRALI A BIOGAS 

CIO' CI ALLERYTA NON POCO ANCHE ALLA LUCE DI UNA SERIE DI PRESE DI POSIZIONE DI COMITATI TREVIGIANI, VENETI E LOMBARDI CONTRO QUESTI TIPO DI INSEDIAMENTI CHE, NON HANNO ALCUN BENEFICIO PER LA POPOLAZIONE, CHE DANNO PROFITTO SOLO A POCHI E CHE MINACCIANO LA NOSTRA SALUTE.

A QUESTO PROPOSITO RIPORTIAMO UN BREVE SCRITTO DEGLI AMICI DELL'ASSOCIAZIONE ARIANOVA DI PEDEROBBA FERMI NEL LORO NO A UNA CENTRALE A BIOGAS NEL LORO COMUNE:

Alle nostre richieste di informazioni dal Comune hanno ammesso sconfortati che si sono sentiti dire dai titolari della Laser che loro non intendono installare alcun particolare dispositivo di monitoraggio degli inquinanti perché né la legge, né la Regione glielo impongono»..«E infatti la "Direzione regionale" dal roboante appellativo di "Unità complessa Tutela Atmosfera" ha confermato questa linea spiegando ai basiti funzionari comunali di Pederobba che non si devono preoccupare e che va bene così. Si tratta della stessa Direzione regionale incaricata di redarre il "piano regionale di risanamento atomosferico". Siamo di fronte a una deriva sempre più preoccupante: l'inquinamento aumenta e chi è deputato a preservarci ignora ad arte il problema preoccupandosi di preservare operazioni speculative piuttosto che la qualità dell'aria e i nostri polmoni. Arianova si appella al senso di responsabilità sociale dell'azienda Laser affinché modifichi il suo atteggiamento nei confronti della comunità che l’ospita 

PERTANTO CI RIVOLGIAMO SIA AI NOSTRI CONCITTADINI, INVITANDOLI A VIGILARE, CHE AGLI AMMINISTRATORI LOCALI, AFFINCHÈ PENSINO INNANZITUTTO ALLA NOSTRA SALUTE E NON AGLI INTERESSI DI POCHI IMPRENDITORI, IN UNA VALLE, COME LO E' LA VALLATA FELTRINA, CHIUSA E CON POCO RICAMBIO DI ARIA, IN CUI L'INCIDENZA DEI TUMORI E' SPAVENTOSA (NON POSSIAMO NON INVITARE AMMINISTRATORI E POLITICI A VISITARE I FREQUENTATISISMI REPARTI ONCOLOGICI DEI NOSTRI OSPEDALI) .. AGGIUNGERE ULTERIORE INQUINANTE ALLA NOSTRA ARIA  E' DAVVERO UN DELITTO  

giovedì 10 maggio 2012

NON AVVELENATECI IN CASA....

DAL BLOG DEL GRUPPO COLTIVARE CONDIVIDENDO RIPORTIAMO QUESTA NOTIZIA... CI UNIAMO ALLA PROTESTA/PROPOSTA....


NON AVVELANATECI CASA.. IN CASA...

io acquisto prodotti sani e biologici per i miei figli e questi mi spruzzano il veleno sulla porta di casa”.. “ci stanno avvelenando la casa..” .. “che devo fare per evitare di intossicarmi a causa delle schifezze che stanno spruzzando??”
Queste sono solo alcune delle tante telefonate, mail, domande ricevuto quest'oggi. Cittadini di Fonzaso preoccupati per lo spargimento di diserbante per le vie del paese.
Per l'ennesima volta ci troviamo di fronte a un azione che riteniamo sconsiderata. Spargere del veleno, sostanze pericolose senza nemmeno avvisare le persona, senza informarle sulle precauzioni da adottare. Senza nemmeno permettere a loro di scegliere, di decidere se preferiscono avere vicino a casa qualche filo d'erba o una bella dose di veleno
Ci stiamo informando per sapere che principio attivo è stato usato, anche se il timore è che si sia sparso a ridosso di case e ingressi il famigerato glifosate. Un principio attivo messo spesso sotto accusa da una serie di ricerche e studi, alcuni dei quali lo hanno considerato cancerogeno (Uno studio universitario condotto da Greenpeace e GM freeze, riportato daThe Ecologist, dimostra che il glifosate, ingrediente primo di vari diserbanti è causa di cancro, malformazioni neonatali, squilibri ormonali e malattie neurologiche quali il Parkinson. Risultati uguali o simili sono stati ottenuti con numerosi altri studi)
Dinnanzi a studi di questo tipo e alla consapevolezza che si irrorano sostanze comunque insalubri, crediamo che dovrebbe, per lo meno, prevalere il principio di precauzione e pertanto scegliere altre metodologie di pulizia strade, concordate coi cittadini. Noi suggeriamo il “pirodiserbo” metodo sano, sostenibile e usato in molti Paesi “civili”
Ricordando che il Sindaco è il massimo responsabile della salute pubblica, ci chiediamo come cio' si conciglia con l'uso indiscriminato e non segnalato di veleni in aree molto popolate e frequentate da bambini (invitiamo i genitori a vigilare sui loro bimbi affinchè non tocchino e peggio, mettano in bocca erba, sassi, oggetti contaminati dal diserbante)
Chiediamo con forza all' Amministrazione Comunale fonzasina, ma anche a quelle dell' intera provincia (soprattutto a quelle neo elette) di ripensare all'uso di diserbanti, di adottare dei disciplinari di polizia rurale che ne vieta l'uso a ridosso di scuole, asili, ospedali, parchi, case Rilanciamo la nostra proposta di regolamento di polizia rurale che regolamenti l'uso di fitofarmaci, pesticidi, diserbanti da parte di privati e amministrazioni.
Stiamo anche studiando un azione che consenta ai cittadini di intimare/ diffidare le amministrazioni comunali dall'uso di diserbanti e pesticidi a ridosso delle loro abitazioni.
Crediamo inoltre sia molto importante che anche i cittadini prendano consapevolezza della pericolosità di diserbanti, pesticidi, insetticidi chimici non solo per i residui che lasciano in frutta e verdura ma anche e soprattutto per l'azione tossica che possono avere su chi li usa, spesso in maniera un po' troppo superficiale e semplicistica
In anni in cui si accresce sempre più la sensibilità dei cittadini verso sostenibilità, salubrità, ,magiare sano, verso la tutela di ambiente, paesaggio, territorio.. la risposta degli amministrazioni non possa che adeguarsi a cio' e non certo reiterare comportamenti decisamente insalubri e non condivisi
riproponiamo quanto già scritto sul glifosate
http://coltivarcondividendo.blogspot.it/2011/10/all-asilo-di-tomo-si-uso-glifosate.html

giovedì 19 aprile 2012

GRAZIE SINDACI BELLUNESI!!!

L'assemblea dell'AATO ha votato l'aumento delle tariffe, 20 assenti, 4 contrari e 2 astenuti, il resto dei sindaci favorevole, tra cui Belluno e Feltre

QUESTA LA NOTIZIA GIUNTA POCHE ORE FA.. I SINDACI BELLUNESI HANNO VOTATO PER L'AUMENTO DEL 35% DEL PREZZO DELLA NOSTRA ACQUA.. L' ENNESIMO SALASSO PER NOI CITTADINI CHIAMATI A PAGARE "BUCHI" MILIONARI FATTI DAI SOLITI POLITICI

.. CREDIAMO CHE NON CI SI DEBBA PERO' ARRENDERE A UN GESTO CHE IN MOLTI DEFINISCONO DI ARROGANZA E DI "SCARICARE TUTTO SULLE SPALLE DI NOI CITTADINI"

ACCOGLIAMO L'APPELLO LANCIATO IN QUESTE ORE E INVITIAMO TUTTI A:

SPEDIRE QEUSTA MAIL :

Spett.le procuratore,
con la presente si richiede un urgente indagine sulla correttezza della procedura paventata dalla società di gestione del servizio idrico integrato bellunese Bim-Gsp
che intende aumentare la tariffa del 30% alle utenze per ripianare un presunto scoperto di bilancio ed indebitamenti vari.
Si ritiene questa procedura illegale dato che l'aumento dovrebbe essere al massimo del 5% annuo come previsto dalla legge.
Si richiedono altresì indagini sull'accertamento delle responsabilità che hanno portato a questo dissesto finanziario come ben noto anche grazie all'informazione locale.

In fede, (nome e cognome + indirizzo)

DA INVIARE A: procura.regionale.veneto@corteconti.it

CHIEDIAMO CHE SIA FATTA CHIAREZZA E CHE A PAGARE NON SIANO SEMPRE I SOLITI!!!!

mercoledì 18 aprile 2012


questo è il volantino che il comitato Prà Gras sta distribuendo (in rete e non solo) e attacchinando in diversi comuni del feltrino

Un esplicito invito ai cittadini bellunesi a invitare i propri Sindaci a non votare l'aumento dell'acqua del 35%

Un ulteriore, ingiusto e ingiustificato salasso per le famiglie già duramente provate dalla crisi e dalle già tantissime tasse che ci vengono imposte

Ribadiamo che ci sono altri metodi per riempire l'enorme buco di bim-gsp (vendita quote ascotrade, intervendo del BIM e della regione, per non parlare di tagli di parco macchine e stipendi di dirigenti e funzionari)

date massima diffusione...

sabato 14 aprile 2012

OTTIMI SEGNALI DALL'AGRICOLTURA CHE CI PIACE


RIPORTIAMO ALCUNI ARTICOLI DEL CORRIERE DELLE ALPI CHE CI RACCONTANO DI UNA GRICOLTURA RISPETTOSA DI AMBIENTE, TERRITORIO, SALUTE, PAESAGGIO, BIODIVERSITA'.. BASATA SU RELAZIONI E PROGETTI DAL BASSO.. CHE CI PIACE DAVVERO MOLTO...

Per le aziende locali ottimi risultati

All'interno di un settore partito diversi anni fa con il passaparola e che ora ha spiccato il volo, le aziende bio raccolgono le prenotazioni dei consumatori ancora prima della stagione della semina...

(cliccare qui per leggere l'articolo)

All'interno di un settore partito diversi anni fa con il passaparola e che ora ha spiccato il volo, le aziende bio raccolgono le prenotazioni dei consumatori ancora prima della stagione della semina e in base alle richieste dei clienti fedelissimi sanno già cosa piantare e in quali quantità. Ormai è un sistema consolidato e che funziona sia grazie all'intermediazione dei Gas (i gruppi di acquisto solidale, ormai diffusi anche in provincia) sia tramite il contatto diretto tra agricoltore e cliente. Chi da sempre porta avanti i progetti dedicati a biologico e filiera corta sostenibile è il gruppo Coltivare condividendo, che conferma come l'agricoltura incentrata sulla biodiversità stia dando «ottimi risultati in termini di occupazione (nascono piccole aziende), reddito e tutela ambientale». E le previsioni sono rosee, almeno in questo settore, perché cresce la consapevolezza di chi acquista e aumenta anche la richiesta di prodotti sicuri e dei quali si conosce la provenienza.


“Chi semina raccoglie” fa il pieno

Biodiversità e biologico spopolano a Fonzaso, l’agricoltura sostenibile fa proseliti

(per leggere l'articolo cliccare qui)

FONZASO. Quasi mille persone hanno partecipato alla manifestazione “Chi semina raccoglie” di domenica, giornata dedicata alla biodiversità, al biologico e alla sostenibilità ambientale organizzata dal gruppo Coltivare condividendo. I banchetti che hanno colorato il piazzale dei padri canossiani sono stati preso d'assalto dai visitatori e in centinaia hanno camminato da Fonzaso fino all'eremo di San Micel e alla chiesetta di Santa Giustina nelle escursioni accompagnate dal riconoscimento di erbe spontanee e da riflessioni sul paesaggio. Molto intenso si è rivelato poi lo scambio di sementi antiche, che ha visto prendere il via il nuovo progetto di selezione partecipata. Dopo aver raccolto, censito e moltiplicato oltre trenta tipologie di fagioli, una decina di mais e molte altre di cereali, leguminose e orticole, ora il gruppo lancia un'ulteriore sfida con l'aiuto di esperti che hanno predisposto un iter da seguire per chiunque vorrà diventare il custode di una varietà antica

PER VISTARE IL BLOG DEL GRUPPO COLTIVARE CONDIVIDENDO CLICCARE QUI


lunedì 12 marzo 2012

LE INIZIATIVE DEL COMITATO "NO ALTANON"


ECCO LA CARTOLINA CHE IL COMITATO "NO ALTANON" STA DISTRIBUENDO !!!

Il Comitato No Altanon ha consegnato la “bustona” al presidente Zaia

Il Comitato No Altanon da sempre favorevole ad una riflessione ampia ma responsabile e compartecipata con tutta la città di Feltre per l’area Altanon e contrario all’Accordo di programma recentemente stilato e messo in opera dall’attuale Amministrazione Vaccari con la Regione Veneto, si è recato con una delegazione al cospetto del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, in occasione del suo recente appuntamento a Belluno venerdì scorso. In tale circostanza è stato possibile per il Comitato consegnare al presidente Zaia la “cartolona”, una gigantografia informativa sul progetto Nuovo Altanon che spiega, dati alla mano, gli aspetti tecnici cementificatori caratterizzanti il nuovo Piano Altanon.

Il governatore del Veneto, attento lettore dei dati riportati, si è reso subito disponibile ad un civile e pacato confronto con uno dei rappresentanti del Comitato No Altanon Augusto De Nato.

“Il confronto, cordiale e anche dettagliato nonostante il limitato tempo del presidente della giunta, ci ha sorpresi – scrivono in una nota i rappresentanti del Comitato No Altanon – perchè quando Zaia ha letto la cartolona a lui diretta ha sostenuto di non saperne nulla. Quando gli abbiamo fatto notare che il provvedimento della giunta l’aveva firmato lui e quindi non poteva non sapere il Presidente si è difeso sostenendo che se ci sono tutti i pareri favorevoli la firma è un atto dovuto. Noi allora abbiamo sottolineato che non è avvenuta ancora la conferenza dei servizi e non ci sono tutti i pareri e in più la regione avrebbe trovato dei non ben precisati interessi di carattere pubblico per giustificare l’accordo di programma. A quel punto l’ex ministro ha preso la cartolina e ha detto che la legge per bene perché questa cosa gli ricorda Veneto City dove egli non ha potuto che prendere atto di una situazione ormai definita. Chiudendo l’incontro e ringraziandolo per l’attenzione l’abbiamo lasciato ai suoi impegni elettorali ricordandogli che Feltre è una cosa diversa e nulla è dovuto dalla giunta regionale ma semmai una scelta ben precisa.”

Il Comitato favorevole ad un ragionamento ad ampio respiro per quell’area, nel quale tutta la cittadinanza sia effettivamente coinvolta con mezzi partecipativi effettivi, chiede quindi a tutti i consiglieri comunali e a tutti i candidati a Sindaco che si presenteranno alle prossime elezioni amministrative di partecipare alla conferenza stampa che terrà sabato 17 marzo, in cui spiegheranno le motivazioni della richiesta ferma e decisa di procrastinare la decisione per l’area Altanon, fornendo i dati che il Comitato ha ricavato dai documenti elargiti dall’Amministrazione in merito all’impatto edificatorio per quell’area.

Di fatto appare evidente che non ci si possa permettere di dare una “delega in bianco di movimento” al Sindaco uscente, il Senatore Gianvittore Vaccari, per un progetto di consumo del territorio così importante e strategico.

Il Comitato chiede infine l’importantissima partecipazione di tutti cittadini ai Consigli Comunali del 16 e del 19 marzo in modo da dimostrare fisicamente nella “casa di vetro” l’attenzione altissima della popolazione per la propria città. In un momento “particolarmente sensibile” come quello della campagna elettorale siamo sicuri che tutte le forze politiche e tutti i consiglieri comunali sapranno ricompensare adeguatamente la partecipazione attiva dei propri concittadini premiandoli con la responsabile procrastinazione del punto relativo Altanon ad un Consiglio Comunale della prossima Amministrazione. Cartoline da firmare ed indirizzare al presidente Zaia possono essere reperite sia on line (http://www.facebook.com/groups/55313309825/) che in diversi negozi del centro di Feltre e presso la sede del WWF a Feltre